Caporali anziché uomini
Campagna degli edili Cgil per inserire nel codice penale l’equiparazione del reato di caporalato al reato di traffico di esseri umani
“Negli ultimi anni il fenomeno del caporalato si è andato espandendosi in tutto il Paese, soprattutto nei settori più esposti dell’agricoltura e dell’edilizia, settori in cui la malavita organizzata e le mafie hanno fatto della tratta umana un ricco business. Noi della Fillea chiediamo un intervento da parte delle istituzioni per porre fine a questo crimine intollerabile e per riaffermare la legalità in un settore, quello delle costruzioni, dove è sempre più forte e sempre meno contrastata la presenza di lavoro nero, sfruttamento e caporalato”.
Così scrivono gli edili della Cgil, che lanciano l’ennesimo grido d’allarme, soffermandosi anche “sugli effetti dirompenti che la crisi ha prodotto sul mercato del lavoro delle costruzioni, caratterizzato da una enorme frammentazione d’impresa, dalla presenza di forti interessi della criminalità organizzata sul sistema degli appalti pubblici, dalla riduzione dei finanziamenti per le opere pubbliche e dal persistere del sistema d’asta al massimo ribasso”.
L’esplosiva miscela produce “effetti devastanti a catena: sempre più imprese ricorrono al lavoro nero e grigio, per sopravvivere debbono scendere a patti con chi gestisce gli appalti, per poter lavorare accettano di partecipare alle gare con ribassi di oltre il 50%. Ed il dumping realizzato dalle imprese che operano in condizioni di illegalità estromette dal mercato le imprese sane, quelle che rispettano le leggi ed il lavoro”.
Gli effetti di questa situazione dirompente “sono tutti sulle spalle dei lavoratori: più sfruttati, ridotti spesso in schiavitù, senza tutele, né diritti né sicurezza. Rosarno ha messo sotto i riflettori il dramma di migliaia di lavoratori sfruttati dalla ‘ndrangheta, ma non appena si spegneranno quei riflettori si corre il rischio che tutto torni come prima, negli agrumeti così come nei cantieri”.
Perciò la Fillea-Cgil, “per fermare questa deriva di illegalità che si sta insinuando pesantemente nel tessuto economico del nostro Paese, chiede “alle forze politiche presenti in Parlamento di equilibrare il reato di caporalato al reato di traffico di esseri umani, perseguendolo quindi penalmente”.
Dunque il Parlamento dovrebbe “inserire nel proprio calendario la discussione di quelle proposte al più presto” e chiede personalmente “al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti delle Camere di intervenire per sollecitare il Parlamento in questa direzione”.


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