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Basta approfondimento politico in Rai

Autore: . Data: giovedì, 11 febbraio 2010Commenti (0)

Sospesi i programmi. Sarebbe la ‘par condicio’.

La commissione di Vigilanza Rai ha dato il via libera al regolamento per la par condicio in tv in vista delle regionali del 28 e 29 marzo. Nell’ultimo mese di campagna elettorale i programmi di approfondimento saranno sospesi.

Con questa decisione ‘Porta a Porta’, ‘Ballaro”, ‘AnnoZero’, “L’ultima Parola” o “In 1/2 h” vanno in letargo. C’è da domandarsi se altre trasmissioni, quelle del pomeriggio di RaiUno e Raidue, che toccano problemi sociali con una ben definita linea ‘culturale’ e quasi sempre filogovernativa, saranno sospesi.

Singolare lo schieramento che ha dato vita in commissione a questa inaccettabile forma di censura preventiva: la proposta è partita dal rappresentante del Partito radicale, Marco Beltrandi, alla quale si è associato il centrodestra.

Cosa accadrà? Saranno organizzate delle ‘Tribune politiche’, sottoposte a regole ferree di durata, e moderate (se vorranno farlo) dai giornalisti ‘silenziati: Santoro, Vespa, Floris o da chi sarà scelto per l’occasione dall’azienda.

Il Pd ha cercato di opporsi alla decisione uscendo dall’aula per far mancare il numero legale, ma Beltrandi ed il rappresentante dell’Udc, Roberto Rao, non hanno seguito i colleghi dell’opposizione consentendo al centro destra di portare a casa il risultato.

Il motivo che ha spinto il parlamentare radicale a proporre ed a far passare la linea ‘censoria’ è puramente di ‘bottega’: il suo partito non viene quasi mai invitato nei programmi di approfondimento. Ora, con questo nuovo regolamento, il Pr avrà lo spazio che si è visto negato fino ad oggi, salvo però non aver tenuto in debito conto che le ‘Tribune politiche’, per come sono congegnate, non ottengono apprezzabili risultati di audience, per cui i minuti di tv ‘conquistati’ saranno visti probabilmente da poche centinaia di spettatori e quindi non saranno in grado di ottemperare al dovere di informare i cittadini, che è una delle prerogative del servizio pubblico.

Il nascondere dietro il calcolo aritmetico dei minuti la mancanza di imparzialità nell’affrontare i temi legati alla politica o alla situazione del Paese da parte della Rai è l’ennesima prova del ritardo del centrosinistra nel campo della comunicazione. Si assiste di volta in volta o al Pd che lottizza giornalisti e funzionari di parte e ne promuove gli avanzamenti di carriera (e di stipendio) o, come in questo caso, ai radicali che per una presunta questione di ‘eguaglianza’ favoriscono la limitazione delle libertà di espressione.

Fabrizio Morri, capogruppo del Pd nella commissione di vigilanza, ha dichiarato: “Quello che è accaduto è molto grave. Il centrodestra, complice Beltrandi, ha votato la soppressione di ogni approfondimento giornalistico. Porta a Porta, Ballarò, Annozero salteranno, o verranno snaturati. Una cosa che la legge non richiede affatto, e che infatti non è mai stata fatta. Due terzi del palinsesto di Raitre rischia la cancellazione, nell’insieme sarà un grande danno economico per l’azienda. Per un mese non si parlerà più di attualità politica”.

Il centro destra era inizialmente contrario alla proposte di Beltrandi, ma poi riflettendoci ha cambiato idea. Secondo ‘La Stampa’ prima della decisione “Mario Landolfi, Pdl, già presidente della Commissione, ci scherzava con Giorgio Lainati, oggi vicepresidente, incamminandosi verso Montecitorio con Jole Santelli impellicciata di visone selvaggio: “A voi potrebbe anche convenire far fuori d’un colpo Santoro, Floris, Annunziata…”. “Già, perché no? Che ne dici, Giorgio? Dovremmo sacrificare Vespa, ma potrebbe essere un’idea”.

La questione del controllo della televisione in Italia è ormai un cancro dal quale sembra difficile guarire. L’influenza del governo su telegiornali, programmi di approfondimento ed intrattenimento e persino sulla produzione di fiction è quasi totale. E per gli spazietti che sono sotto il controllo dell’opposizione valgono le stesse regole di parzialità e mancanza di obiettività, solo al contrario. In pratica gli italiani non sono messi in condizione di sapere le condizioni reali del Paese.

Gli stessi programmi ‘censurati’ sono strutturalmente ‘di parte’, peraltro popolati da una ‘compagnia di giro’ che si scambia divani e poltrone da una rete all’altra e sostiene sempre le stesse cose e sempre nello stesso modo.

Adesso si dovrà vedere quale regolamento applicherà Mediaset, che è libera di fare come crede.

L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, composto dalle stesse persone che si lasciano lottizzare ogni giorno, ha protestato. Il segretario, Carlo Verna, ha detto: “Apriremo le procedure per lo sciopero dopo la decisione della Vigilanza di mettere il bavaglio all’informazione Rai durante la campagna elettorale”. Un gioco della parti ancor più inammissibile, perchè il sindacato è parte integrante della logica di spartizione che da sempre controlla il servizio pubblico.

Un altro passo in avanti del regime che avanza è stato compiuto.

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