cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

Alluvioni: Giampilieri insegna, nessuno ha imparato

Autore: Repetto. Data: venerdì, 5 febbraio 2010Commenti (0)

Se il disastro dell’ottobre 2009 è stato quasi dimenticato, altri comuni del messinese rischiano di tornare alla ribalta per i dissesti idrogeologici. Domani una manifestazione. Un articolo per “Tu Inviato”

Mentre si tenta un po’ sbrigativamente di archiviare la terribile alluvione del 1° ottobre 2009, nuovi allarmi preoccupano le popolazioni della provincia di Messina. Complice il maltempo, certo, ma con un pericoloso alleato: la negligenza che, subdolamente, già quattro mesi fa ha mietuto 37 vittime, 19 solo a Giampilieri, nei comuni falciati dalle frane.

Dalla costa tirrenica a quella jonica, dai monti Nebrodi ai Peloritani, aumentano le aree a rischio idrogeologico. Che non sia colpa di un inverno particolarmente intenso lo dimostra il caso di Pezzolo, comune della provincia meridionale di Messina, che il 27 gennaio ha celebrato il primo anniversario della frana che ha cambiato il volto della vallata. La SP 35 conduceva, fino a un anno fa, a un villaggio da sempre minacciato da dissesti, frane, smottamenti. La brusca interruzione della strada non è stata altro che una conferma del pericolo incombente. La frana non ha provocato vittime, ma ha costretto la cittadinanza locale a settimane d’isolamento, che la pericolosa “bretella” ideata dall’amministrazione per collegare il villaggio al resto della Sicilia ha solo esasperato.

Dopo un anno Pezzolo è ancora un agglomerato semi-fantasma: l’ufficio postale è chiuso, la farmacia lavora a orari ridotti e i generi di prima necessità arrivano a singhiozzo. Lo Monaco, dirigente regionale della Protezione Civile, ha dichiarato che, tra gli interventi di stabilizzazione delle colline che sovrastano minacciosamente i comuni di Messina sud, anche Pezzolo potrebbe tornare a vivere.

Troppi interrogativi però aleggiano intorno a decisioni tardive, a soluzioni di urgenza, “toppe” che non risolvono i danni di una stagione piovosa, ma sostanzialmente nella norma. Da qualche giorno i cittadini dei monti Nebrodi, area situata dalla parte opposta a quella disastrata lo scorso ottobre, guardano con sospetto la neve caduta sulle cime dei colli San Rizzo. Una paura che si è tradotta in richiesta al Governo dello stato di calamità naturale da parte del deputato regionale del Pd Laccoto.

La situazione non è ancora monitorata da nessun organo di informazione, eppure le mareggiate e le sporadiche frane hanno messo in serio pericolo decine di comuni compresi tra la costa tirrenica e la catena montuosa. Un’altra strada, dalla denominazione poco rassicurante di SS 113, è stata interrotta da una frana. A restare isolato da qualche tempo è il comune di Capo d’Orlando, mentre tutti i centri abitati intorno rischiano di restare schiacciati da costoni e di affogare da torrenti che crescono in maniera esponenziale per ogni giornata di pioggia. Anche la S.P. 136 ha subito una menomazione per colpa di una frana e tutta la vallata rischia di implodere.

Uno dei comuni più minacciati è Ucria e un deputato regionale del PdL, Roberto Corona, chiede l’intervento immediato di Comune e Regione per scongiurare il crollo del costone.

Si potrebbe pensare che l’immobilità delle istituzioni locali sia motivata dalla mancanza di una tragedia come quella di Giampilieri, Altolia, Scaletta Zanclea e degli altri comuni dove ci sono stati morti e dispersi. Ma anche nel caso più drammatico, dove è stato impossibile non dare risalto alla vicenda, i morti e i dispersi di quattro mesi fa stanno per essere archiviati. Le cooperative a capo dei servizi di assistenza hanno ordinato agli ultimi sfollati del 1° ottobre di tornare nelle case ancora ferite dall’alluvione.

Il presidente del comitato “Insieme per non dimenticare” Marisa Calafiura ha già organizzato l’offensiva. Dopo quella del 15 gennaio scorso, la manifestazione del 6 febbraio rende più evidente la rabbia di una popolazione che non vuole arrendersi a un destino di crolli geologici e di invisibilità mediatica.

Fabrizio Marcelli

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Articoli correlati

Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008