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Alitalia: bloccato dal governo un altro sciopero

Autore: barbera. Data: giovedì, 4 febbraio 2010Commenti (0)

Per i lavoratori del trasporto aereo è impossibile protestare.

Lo sciopero del settore aereo in programma il 5 febbraio è stato differito su disposizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. Per venerdì prossimo erano in programma diversi scioperi: di piloti e assistenti di volo di Alitalia-Cai ed AirOne ed anche degli assistenti di volo di Meridiana e dei piloti e assistenti di volo di Air One Cityliner. Ma è evidente che sono i dipendenti della ‘cordata patriottica’ a preoccupare il governo.

Incredibile l’ennesima spiegazione del divieto: “Il provvedimento si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito”, si legge in una nota del ministero. Secondo Matteoli nessun dipendente di qualsiasi azienda di trasporti avrebbe diritto all’astensione dal lavoro, perchè sempre si verificherebbero problemi per i passeggeri.

Il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, ha commentato: ”Ancora un atto gravissimo e ingiustificato da parte del Ministro dei Trasporti [...] ‘per la nona volta in Alitalia e in molte occasioni negli altri settori dei trasporti il Ministro differisce ‘ad altra data’ gli scioperi senza che ci sia stata alcuna segnalazione da parte della Commissione di garanzia”.

Secondo il sindacalista ”si configura un chiaro abuso d’ufficio da parte del ministro, che con un atto amministrativo cancella l’esercizio dello sciopero sempre convocato nel rispetto della legge e delle regole”.

”In particolare – ha sottolineato Nasso – nel caso di Alitalia è del tutto evidente lo zelo con il quale il ministro ‘porta soccorso’ all’azienda nel confronto sindacale mentre i problemi dei lavoratori non trovano soluzione e l’Alitalia rimane al coperto della indebita protezione del governo”.

Il segretario generale della Filt ha insistito: “Diciamo basta a questo scempio perchè l’attacco ai diritti costituzionali è troppo grave e pesante. Il sindacato lancia l’allarme sulla gravità dei fatti e si rivolgerà alla Magistratura e alle Istituzioni della Repubblica affinchè sia ripristinato il rispetto della legge” e concluso: “A questo punto la mobilitazione dei lavoratori prosegue e lo sciopero Alitalia verrà riprogrammato sul merito e in risposta alla lesione del diritto”.

Intanto dal versante Cai trapelano indiscrezioni secondo le quali AirOne starebbe per diventare una specie di low cost. La base della nuova ‘offerta’ dovrebbe essere Milano Malpensa e collegherà non meglio identificate destinazioni.

La ‘trovata’ degli “eroi” di Berlusconi sarebbe singolare: abbassare i prezzi, ma non limitare il comfort, come avviene per EasyJet o Ryanair. Rimane poco chiaro chi ‘pagherà’ questa riduzione delle entrate, perchè è dubbia la capacità di Alitalia-Cai nel poter competere sul volume di traffico coi competitori inglesi ed irlandesi, che dispongono di flotte e rotte molto più numerose e ramificate. Si spera non sarà il personale attraverso richieste di prestazioni ‘extra’.

Sulla ‘riconversione’, che per altro smentisce alcuni punti del Piano Fenice (che prevedeva per Alitalia un ‘alto profilo’), i sindacati hanno attaccato la direzione di Cai, ritenuta responsabile del non rispetto degli accordi sottoscritti e di non aver mai voluto risolvere i problemi di piloti ed assistenti di volo.

Nel complesso, comunque, la situazione descrive responsabilità multiple: i sindacati non hanno saputo comprendere che la situazione sempre più preoccupante di Alitalia-Cai era prevedibile già prima della firma degli accordi, i dipendenti sono ormai incapaci di difendere i propri diritti e subiscono in ordine sparso la mancanza di strategia sia delle organizzazioni dei lavoratori sia del management.

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