A Sanremo vincono Scanu ed il trash
Non si è tattatto solo di un Festival, ma di un test sulla crisi della televisione.
l Festival della Canzone italiana ha quasi sempre rappresentato il Paese che vuole il Palazzo: amore che fa rima con cuore ed un messaggio assoluto di ‘normalità ’ sono stati gli ingredenti tradizionali di un evento diventato col tempo non solo musicale.
Alcuni anni fa un presidente della Rai, Enrico Manca, criticando Baudo ed i suoi programmi disse che erano “nazionalpopolari, e non nel senso gramsciano del termine, ma in senso negativo”.
Antonio Gramsci, fondatore del Partito comunista, aveva sostenuto durante la sua detenzione in un carcere fascista che “In Italia il termine ‘nazionale’ ha un significato molto ristretto ideologicamente e in ogni caso non coincide con ‘popolare’ perché in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, cioè dalla ‘nazione’ e sono invece legati a una tradizione di casta”.
La polemica innestata da Manca produsse non solo la reazione di Superpippo, ma trasformò per mistero quella che nelle intenzioni doveva essere una categoria negativa in un elemento di pregio della produzione televisiva.
Da quel momento la spazzatura trovò finalmente modo di sdoganarsi culturalmente sul piccolo schermo e il gusto pacchiano e provinciale dell’italietta dei furbi divenne ‘nazionalpopolare’, anche grazie al contributo gigantesco delle emittenti private, in particolare di quelle che facevano capo alla Fininvest, adesso Mediaset.
E siamo all’ultima edizione, quella di quest’anno. Con la conquista definitiva ‘del potere’ da parte ‘nazionalpopolari’ e dopo l’occupazione militare della Rai da parte dei raccomandati di Pdl – Lega, il Festival ha raggiunto vette mai toccate di banalità .
La strategia del dentro i programmi il nulla, ‘politicamente’ utile per ‘l’educazione del popolo’, si è anche giovata della non concorrenza dei canali di proprietà del presidente del Consiglio, che hanno deciso di non programmare alcunchè potesse anche minimamente rubare ascolto alla kermesse canora della ex azienda pubblica adesso feudo del reame belusconiano. Raiset è stata varata infine.
I livelli di ascolto elevatissimi si giustificano in questa santa allenza, perchè anche volendo non c’era altro da vedere.
Tuttavia, la discarica sanremese è anche il risultato di un crollo verticale delle competenze professionali dei nuovi dirigenti Rai, anche loro cresciuti in un ‘non-talent show’, quello di Berlusconia, e scelti grazie al televoto, in quel caso affidato ai centralinisti di Palazzo Grazioli, la residenza del premier.
Di errori sul palco dell’Ariston, per chi conosce la tecnica televisiva, se ne sono visti a quintali. Nessun filo narrativo, autori inesistenti, scelte musicali di ripiego (nessun vero ‘big’ vuol più andare all’Ariston), interviste agli ospiti a base di biscotti e banalità , una presentatrice mediocre travestita da ‘casalinga di Voghera’ ed ispiratrice di un modello femminile da metà ottocento, quello della donna ‘di casa’ che gesticola, cammina in modo goffo, veste malissimo, parla continuamente di figli ed è professionalmente impedita, tanto da non saper cantare, ballare, recitare, dimentica i microfoni e non sa dove sistemarsi sul palco. Su tutto una scenografia inutilmente costosa, cupa ed incombente, narrata da una regia sciatta da videoclip, senza profondità e fantasia.
In realtà Antonella Clerici non è affatto una ‘normale casalinga’. Non foss’altro perchè, secondo ‘Libero’, la signora possiede direttamente, indirettamente o in comproprietà 41 immobili, si suppone per un valore di alcune decine di milioni di euro.
Sempre secondo il quotidiano il suo contratto con la Rai ammonterebbe a 1 milione e 6 mila euro all’anno, mentre per la sola conduzione del Festival avrebbe ricevuto 500 mila euro. Altro che donna di casa alle prese con i conti di fne mese.
Per questi motivi alla fine la macchina del Festival non ha funzionato. O meglio, ha prodotto ascolti, ma ha fallito come non mai, rendendo in futuro impraticabile per qualunque artista di spessore la partecipazione.
Il motivo è semplice: premiare i prodotti residuali di una industria discografica ormai in coma, seppellita dal P2P, immobile ed incapace di capire i cambiamenti e vera proprietaria dei ragazzini di Amici della De FiIippi o della copia mal riuscita Rai, X Factor, aggrava una crisi del settore già seria. Come curare la polmonite con docce fredde.
I finalisti, facilmente prevedibili, hanno scatenato così una bagarre mai vista nel teatro. Per la prima volta nella storia della Rai un’orchestra ha lanciato gli spartiti per aria in diretta e la casalinga Clerici ovviamente non ha saputo come ‘tenere’ il pubblico. Un disastro.
Il tutto generato dalla incapacità dei ‘cervelloni’ che hanno inventato lo show, ai quali nessuno ha ancora spiegato come funziona quella truffa legalizzata che chiamano televoto.
Il ‘Popolo sovrano’ infatti sovrano non è. Prima di tutto perchè deve pagare per votare (75 centesimi ad sms, incasso per la Rai più di un milione di euro) e poi perchè è un segmento di pubblico, non un campione.
Per partecipare, infatti, bisogna disporre del denaro per accedere al ‘diritto’ (di questi tempi non tutti sono in grado di spendere per votare una canzone) o possedere le competenze tecniche necessarie (scrivere un sms o inseguire i comandi delle segreterie telefoniche digitalizzate).
Questi elementi portano inevitabilmente a vincere i candidati possessori di fans già addestrati, a prescindere dalle loro capacità reali. I finalisti erano tutti proprietari di ‘corpi elettorali’ pre esistenti: Amici, Ballando con le stelle, X Factor.
Per i ‘cantanti veri’ era una gara senza storia ed alla fine è successo il pandemonio.
Il caso Sanremo dovrebbe far riflettere sulla crisi della comunicazione in Italia e non essere derubricato ad evento ormai già concluso. Perchè l’orrendo spettacolo dell’Ariston ed il berlusconismo nazionalpopolare non sono lontani da altri piccoli drammi televisivi quotidiani, come il Tg1, il Tg2, il Tg3, ecc.
A furia di Carta, Scanu, Emanuele Filiberto o…Minzolini può un Paese costruito a tarocchi considerarsi civile?


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