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Vendola travolge il Pd

Autore: . Data: lunedì, 25 gennaio 2010Commenti (0)

Vittoria schiacciante su un partito che si avvia verso la dissoluzione. Il Pdl sceglie a sorpresa Rocco Palese.

In Puglia per le primarie del centro sinistra hanno votato circa 192 mila persone, un numero di molto superiore non solo alle previsioni, ma anche rispetto alla prova del 2005.  Il risultato, scontato per tutti gli osservatori, ha visto il presidente della Regione Puglia vincere sul suo sfidante, Francesco Boccia.

Quella che non era prevedibile è stata l’entità del successo di Vendola, che secondo Nicola Frantoianni, coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà, ha ottenuto il 73 per cento dei consensi, stracciando letteralmente il rappresentante del Pd ed in particolare dell’area che fa rifermento a Massimo D’Alema.

Il sindaco di Bari e presidente del Pd, Michele Emiliano, che in un primo momento aveva aderito alla ‘battaglia’ contro il governatore, ha cambiato repentinamente posizione ed ha dichiarato: “Vendola ha meritatamente vinto le primarie impartendo al nostro partito, e non a Francesco Boccia, una dura lezione che non può più essere ignorata. Anche la più razionale delle strategie politiche non può essere calata dall’alto e non può essere attuata ignorando i sentimenti di rispetto e di affetto delle persone nei confronti di quei pochi politici che nel bene e nel male sono sintonizzati con il senso comune. Questa è la lezione che tutto il Pd deve apprendere e trasformare nello spirito col quale affrontare la prossima campagna elettorale. Possiamo vincere. Possiamo vincere perchè adesso, grazie alle primarie che abbiamo fortemente voluto, abbiamo un unico candidato, forte e legittimato. Possiamo vincere perchè l’avversario, come al solito, ci aiuta candidando la protesi della protesi di Berlusconi, possiamo vincere perchè il popolo del Pd ha saputo interpretare questo momento politico legando ancora una volta Nichi Vendola al destino della Puglia”.

Mentre le parole del primo cittadino del capoluogo pugliese annunciavano l’apertura della caccia al dalemiano nel Pd, il Pdl rendeva noto all’improvviso il nome del suo candidato per le elezioni di marzo. Si tratta di Rocco Palese, capogruppo del partito alla Regione Puglia e dal 2000 al 2005 assessore al Bilancio nella giunta guidata dal ministro Raffaele Fitto, del quale il nuovo prescelto è un fedelissimo.

Pochi minuti prima della mezzanotte Vendola è uscito dal suo Comitato elettorale a Bari ed è salito su una sedia in mezzo alla gente che cantava e gridava il suo nome ed ha stappato una bottiglia di spumante.

Il trionfatore delle primarie ha detto: “Abbiamo tutti quanti il medesimo obiettivo e tutti quanti spenderemo parole, atteggiamenti, percorsi per rendere questa alleanza la più larga possibile”. Poi ha aggiunto: “Perchè il profilo riformatore di una alleanza non può che essere arricchito da pluralità di culture che possono portare un apporto”. Il tema, secondo Vendola, “è quello di un compromesso con le forze che si riconoscono a sinistra e coloro che si considerano moderati. Domani mattina partirà un film che molti non si aspettano, che non è un film fatto di rendiconti e di risentimenti: è accaduto un fatto che ha valore per tutti, è accaduto un fatto democratico che rafforza il centro sinistra e dà a tutto il centrosinistra la forza di rivolgersi ai settori più larghi della società pugliese per dire: facciamo un patto, una alleanza insieme per difendere la possibilità di tenere una speranza in questa Italia così cupa, una speranza a difesa del Mezzogiorno d’Italia, a difesa della democrazia”.

Un primo segnale è arrivato da Di Pietro, che ha commentato: “Faccio i miei migliori auguri a Nichi Vendola, la sua è una vittoria della caparbietà e soprattutto della società civile che attraverso premi Nobel, scienziati e artisti, attori, associazioni, movimenti e migliaia di pugliesi lo hanno sostenuto”.

Il candidato di D’Alema (più che del Pd), Boccia, ha invece affermato: “I pugliesi si sono espressi e i numeri sono evidenti, non lasciano spazio ad interpretazioni, toccherà ora al presidente Vendola fare tutti gli sforzi possibili per costruire una coalizione che noi del Pd continuiamo a chiamare alternativa”. Per lo sconfitto è impostante la necessità di allargare la coalizione di centrosinistra a tutte le forze dell’opposizione parlamentare, “da domani mattina questo dovrà essere l’impegno di tutte le forze politiche che hanno a cuore questa prospettiva. Per quanto mi riguarda – ha concluso – io sono convinto che tutti i partiti lavoreranno in questa direzione. Al presidente Vendola l’onere di costruire una alternativa che a mio avviso resta l’unica speranza che abbiamo per sconfiggere il centrodestra non solo in Puglia, ma anche in Italia nei prossimi anni”.

Ad una analisi sommaria appare evidente che una larghissima parte di iscritti e simpatizzanti del Pd ha sostenuto il presidente della Regione e queste primarie sembrano essere diventate una conta nel partito su chi ancora sostiene la leadership di D’Alema in Puglia e cerca alleanze col centro dell’Udc e chi vuole un cambiamento di linea.

Lo scenario invece di semplificarsi si complica. Il partito di Bersani ha ricevuto un segnale fortissimo del disagio che la base nutre nei confronti di tatticismi ormai lontani dal reale sentire del popolo di sinistra. Se in Puglia si apre la stagione dei lunghi coltelli, nella quale la più che ventennale supremazia dei dalemiani è destinata ad un rapido declino, a livello nazionale la segreteria dovrà prendere atto che la strada del ‘dialogo’ con Casini non è nelle corde dei militanti.

Il ‘laboratorio pugliese’, allora, più che essere un luogo di sperimentazione appare come l’apertura di un processo di sfaldamento ulteriore degli equilibri interni alla principale forza di opposizione.

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