Salvare Berlusconi ed uccidere la giustizia
Il ‘processo breve’ darà un colpo mortale ai processi.
L’opposizione all’ennesimo tentativo di evitare i processi al presidente del Consiglio è ampia e determinata. Ieri sono stati numerosi gli interventi contro il provvedimento che il governo ha deciso di varare al più presto.
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luigi Palamara, ha dichiarato: “Metteranno in ginocchio la giustizia, la cui macchina è già disastrata”. Per il giudice il processo berve “non dà giustizia alle vittime del reato” ed invece rischia di “dare impunità a chi ha commesso fatti delittuosi”.
Per il rappresentante dell’Anm i magistrati “vogliono dire basta a guerre e contrapposizioni” e chiedono “una riforma seria per un servizio giustizia credibile agli occhi dei cittadini”.
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati della Corte dei Conti, Angelo Buscema, ha sostenuto che le nuove misure contenute nel maxi emendamento del relatore Giuseppe Valentino (Pdl) al ddl sul processo breve per quanto riguarda i limiti di durata dei giudizi di responsabile contabile creano “sconcerto” e “molta perplessità ” .
Per Buscema “intervenire nella giurisdizione con un dl (così come è stato a luglio con le norme anticrisi) o con un ddl significa alterare l’applicazione delle norme durante il giudizio di responsabilità contabile e, dunque, creare difficoltà ai Pm o ai giudici dinanzi ai quali i processi sono in corso”.
Uno degli emendamenti al ddl sul processo breve prevede, infatti, che la durata dei giudizi dinanzi alla Corte dei Conti non debba superare più di tre anni in primo grado (due anni nei casi in cui il danno erariale contestato non superi il valore di 300 mila euro), mentre in secondo grado il giudizio non dovrà durare più di due anni, altrimenti scatta la prescrizione processuale.
La ‘sanatoria’ per i sospetti cattivi amministratori scatterà anche per i processi in corso se “dal deposito della citazione a giudizio della competente sezione giurisdizionale sono trascorsi almeno cinque anni”.
Il magistrato della Corte dei Conti Buscema è del parere che sia “difficile” stabilire quali processi in corso rischiano di finire nel nulla ed ha aggiunto che “la vicenda Patti è un caso di scuola”.
Il riferimento è al Pm della Corte dei Conti del Lazio, Luigi Patti, che aveva avviato centinaia di azioni di responsabilità per presunte consulenze indebite presso il ministero dell’Economia: le misure introdotte dal decreto anticrisi lo scorso luglio hanno di fatto dimezzato la copiosa inchiesta di Patti, con il pronunciamento di nullità da parte delle Sezioni giurisdizionali nel caso si trattasse di azioni basate su notizie di danno non circostanziate. Del dimezzamento dell’inchiesta Patti aveva dato notizia, pochi giorni fa, il nuovo Pg della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, in un’intervista.
Per il presidente del sindacato dei giudici contabili i rischi causati dalla prescrizione processuale anche per i giudizi di responsabilità davanti alla Corte dei Conti potrebbero essere alti.
“Se non è possibile parlare di ‘colpi di spugna’ è però altrettanto vero – ha spiegato Buscema – che il processo breve restringerà di molto la possibilità di condurre approfondimenti istruttori: dopo l’atto di citazione in giudizio da parte del Pm, infatti, è assai frequente che il giudice, anche su istanza delle parti, chieda l’acquisizione di informazioni o accertamenti istruttori che però richiedono tempo. Il giudice avrebbe di fronte a sé l’alternativa o di avviare nuovi approfondimenti però così consumando tempo utile” prima che scatti la prescrizione processuale, oppure “deciderà di soprassedere e di basare la sua decisione solo sugli atti. Ma la fretta non è mai buona consigliera”.
Il magistrato ha concluso in modo chiaro: “Siamo contrari a provvedimenti che intervengano sulla giurisdizione in maniera tale da creare sconcerto e difficoltà alle Procure e ai giudici. La pubblica amministrazione ha bisogno di certezze e di garanzie, mentre un intervento del genere le rende più oscure in quanto altera il quadro di riferimento dell’amministrazione. E anche perchè in questo modo si verifica una incentivazione delle forme deviate”.
Sul processo breve il Pd sembra non avere cedimenti e Pier Luigi Bersani ha detto: “Dopo le decisioni assunte da governo e maggioranza stiamo entrando in un tunnel pericolosissimo. Noi, sulle scelte annunciate, ci metteremo di traverso. Il processo breve è un’amnistia per i colletti bianchi. Non si può per le esigenze di una persona mettere a repentaglio un sistema”.
Per Bersani l’atteggiamento della maggioranza sulla nuova norma ‘salva premier’ comprometterà la possibilità di una discussione sulle riforme.
Contrario al provvedimento anche il presidente dei senatori dell’Udc Gianpiero D’Alia, perchè “da una prima lettura del maxiemendamento del relatore ricaviamo l’impressione che il rimedio sia peggiore del male”.
Paola Balducci responsabile giustizia dei Verdi ha scritto in un comunicato: “La riforma della giustizia che vorrebbe Berlusconi non è una riforma per i cittadini, ma la solita leggina ad personam che non affronta i problemi che stanno a cuore agli italiani. I cittadini chiedono una riforma vera che preveda tempi certi per il processo, che renda finalmente più efficiente la macchina giudiziaria, con più magistrati, più cancellieri, un fondo di garanzia per le vittime dei delitti, più risorse e una razionalizzazione degli uffici, non un guazzabuglio dagli esiti incerti. Sulla giustizia abbiamo cominciato il nuovo anno come avevamo concluso il vecchio: con tante chiacchiere e poca sostanza. Se si vuole affrontare seriamente il problema delle riforme noi Verdi siamo disponibili sin da subito a collaborare. Ma siamo sempre più convinti che la riforma della giustizia non possa essere confusa con il processo breve che, evidentemente, ha altri scopi”.
Infine, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ha spiegato quale sarà l’atteggiamento parlamentare del suo partito: “Qui in Senato siamo già di traverso, abbiamo chiesto che il provvedimento sul processo breve torni in commissione perchè questi emendamenti presentati dalla maggioranza introducono delle parti assolutamente nuove rispetto al testo discusso in commissione. Abbiamo presentato dieci tra pregiudiziali e sospensive e se non verrà accolta la nostra richiesta di tornare in commissione faremo ostruzionismo e presenteremo centinaia e centinaia di emendamenti”.


Lascia un commento