Rimbecillire in Tv: si al Gf, no ad Almodovar
Il governo decide di proibire i film, ma non pensa a risse e disinformazione.
Nel decreto legislativo che regola l’esercizio delle attività televisive recita tra l’altro: “I film vietati ai minori di anni quattordici non possono essere trasmessi, sia in chiaro che a pagamento, né forniti a richiesta, sia integralmente che parzialmente, prima delle ore 22:30 e dopo le ore 7:00″.
In pratica vuol dire che Almodovar sarà trasmesso di notte, con tra gli altri ‘La ragazza in vetrina’ di Luciano Emmer, ‘Accattone’ e ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini, ‘I segreti di Brokeback’ Mountain di Ang Lee, ‘Rosemary’s Baby’ di Roman Polanski, ‘Storie di ordinaria follia’ di Marco Ferreri, ‘Eyes wide shut’ di Stanley Kubrick o ‘Dogville’ di Lars von Trier e centinaia e centinaia di pellicole che ormai sono parte della storia del cinema.
Il provvedimento entrerà in vigore il 27 gennaio e riguarda anche Sky o le tv che non solo dispongono dei sistemi di ‘parental control’, ma che sono ricevibili solo per abbonamento e con appositi decoder.
Il provvedimento governativo è stato giustificato con la necessità di ‘tutelare’ i minori, che però nel pomeriggio possono tranquillamente assistere alle risse nei talk show, imbambolarsi guardando ‘Uomini e donne’ o emulare le gesta epiche dei concorrenti del Grande Fratello.
Il parlamentare Giuseppe Giulietti ha affermato: “Il punto è che la questione della tutela dei minori non può essere utilizzata solo quando fa comodo. Se si vogliono tutelare davvero i bambini e i ragazzi bisognerebbe piuttosto vietare gli spot su tutte le trasmissioni a loro dedicate, soprattutto gli spot ‘non dichiarati’. E invece tale divieto viene introdotto solo per i bambini, e non per gli adolescenti, fascia d’età altrettanto delicata. Una norma di questo tipo invece regola solo la distribuzione dei soldi”.
Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, l’associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori, ha aggiunto: ”Imporre un divieto di messa in onda, dalle 7 alle 23, per i film vietati ai minori è un intervento giusto se applicato alle sole emittenti che trasmettono in chiaro, ma non può valere per quelle a pagamento, in quanto rappresenta una forte limitazione alla loro attività, visto che la maggior parte dei film d’autore e di qualità sono vietati ai minori di 14 e 18 anni”.
La strumentalità della decisione del centro destra, tuttavia, deve essere inquadrata nella ‘battaglia’ in corso contro Sky, il principale competitore di Mediaset. La rete satellitare è stata colpita anche per la raccolta pubblicitaria e la sua espansione certamente preoccupa i dirigenti delle reti del Cavaliere.
Tuttavia, oltre le oggettive difficoltà che si stanno imponendo allo sviluppo delle televisioni non controllate direttamente o indirettamente dal governo, il provvedimento è anche sciocco.
I giovani italiani consumano ormai in modo massiccio prodotto cinematografico in rete. Grazie a siti specializzati, al p2p, allo scambio di file è facilissimo trovare tutto, gratuitamente e senza limitazioni di sorta. Il porno, poi, forma ben più ‘strema’ di prodotto ‘a rischio’, è fruibile 24 ore su 24 in internet sulle centinaia di siti che lo propongono a costo zero e con sofisticati sistemi di indicizzazione, grazie ai quali è possibile ‘appagare’ le curiosità più stravaganti.
Quello che invece al governo ‘difensore dei giovani’ non interessa è la qualità della produzione televisiva, che tra telegiornali ‘di parte’, programmi urlati, gossip dilagante, ricostruzioni storiche ‘di fantasia’ e bombardamento di pubblicità sta devastando le capacità critiche non solo dei minori, ma anche degli adulti.
La censura quindi ritorna in Italia e segna una nuova puntata del consolidamento del regime. Mentre l’opposizione di occupa di ‘megaproblemi’ il centro destra vara migliaia di ‘micromisure’ che vorrebbero ridurre lo spazio per la libera espressione e così tra poco addio a ‘Saturday Night Fever’ con Tony Manero, per gli adolescenti sarà più facile guardarsi ‘Orgasmi bagnati’ in streaming con un semplice click.


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