Puglia: continua la telenovela delle regionali
Vendola e Boccia sulla via della disfatta.
Il governatore in carica ed il suo avversario di schieramento insistono nel confronto all’ultimo colpo per perdere ancor prima che cominci la campagna elettorale.
Ieri Vendola ha detto: “Le primarie sono un’idea della politica. Significa aprire le finestre e far entrare aria fresca e frizzante in una stanza chiusa. E’ la politica che accetta che le decisioni non siano prese da gruppi ridotti. Al centrosinistra e alla democrazia in genere fanno bene. Sono l’unico modo per risolvere i problemi”.
Vendola aveva appena lasciato Antonio Di Pietro, col quale aveva parlato del ‘caso Puglia’.
“Con Di Pietro abbiamo avuto modo di approfondire il tema delle elezioni regionali e del ‘caso Puglia’ – ha dichiarato Vendola – Di Pietro ha chiesto al Pd e a Bersani che la coalizione abbia un solo candidato e non due coalizioni. Se non si riesce a raggiungere questo risultato, allora si facciano le primarie. Io ho avuto diversi colloqui telefonici con Bersani ed è possibile anche che ci incontriamo. Tutte le forze a sinistra del Pd – ha aggiunto – hanno interesse a sviluppare dialogo per battaglie comuni come quella contro la privatizzazione dell’acqua e quella sulla costruzione delle centrali nucleari”.
Poi il governatore ha concluso: “Con l’Idv e Di Pietro è stata un’occasione per approfondire le rispettive analisi sulla crisi del Paese vista attraverso la lente livida dei fatti di Rosarno, del rovesciamento dello stato di diritto in base quale lo Stato reagisce difendendo la ‘pax mafiosa’, accingendosi a espellere chi è stato sfruttato”.
Ma oltre le parole, come spesso accade, Vendola non è potuto andare, perchè l’Idv sembra ancora decisa a non accettare la sua candidatura, il Pd è in pieno marasma e l’Udc aspetta di capire quale sia lo schieramento ‘più conveniente’ per lei.
Intanto i democratici pugliesi hanno deciso di convocare per sabato prossimo l’assemblea regionale, che dovrebbe essere l’appuntamento decisivo. Secondo indiscrezioni l’area che farebbe capo a D’Alema vorrebbe ottenere l’investitura piena di Boccia ed una scelta chiara per una alleanza con i seguaci di Casini. L’ex ministro degli Esteri, per motivi ignoti, è convinto che il suo candidato, insieme all’Udc, possa vincere, ignorando che una larga parte del Pd, in un caso del genere piuttosto preferirebbe non partecipare al voto o sceglierebbe Vendola.
Se si dovessero fare le primarie, poi, la sconfitta di Boccia sarebbe certa, anche con l’apporto dei sostenitori centristi.
Per tutta risposta Sinistra e libertà , il partitino di Vendola, è decisa, nel caso non si trovi un accordo, ad allearsi con Rifondazione comunista. Mentre il Pdci sostiene piuttosto le tesi del Pd, a patto si capisca quali sono, perchè Rosy Bindi, che si era espressa per le primarie, ha cambiato idea ed ha detto: “Tutto il Pd deve sostenere Boccia”.
La sceneggiata pugliese continua e lascia sempre più perplessi.


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