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Processi a Berlusconi: anno nuovo storie vecchie

Autore: . Data: martedì, 12 gennaio 2010Commenti (0)

Il Paese è in ginocchio, ma il premier pensa a se stesso.

silvio-berlusconiLa maggioranza prosegue il suo lavoro per preparare una riforma complessiva della giustizia e nel frattempo proseguirà l’iter parlamentare dei provvedimenti sul cosiddetto processo breve e sul legittimo impedimento.

Lo ha annunciato ieri il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine del vertice nella residenza romana del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

“Abbiamo deciso -ha spiegato il Guardasigilli- di andare avanti sulla riforma della giustizia: partiranno immediatamente degli incontri all’interno della coalizione per definire la riforma costituzionale della giustizia, la grande riforma della giustizia da sottoporre al dibattito parlamentare. Nel frattempo andranno avanti i lavori dei disegni di legge che sono già stati calendarizzati e che sono all’ordine del giorno: mi riferisco al progetto per assicurare tempi certi ai cittadini quando si trovano impelagati nella mani della giustizia e al cosiddetto legittimo impedimento che per noi nient’altro è che il diritto a governare di chi ha vinto le elezioni”.

Si deve ricordare che Berlusconi è sotto processo per reati comuni e non è ‘perseguitato’ a causa delle sue opinioni. Alfano ha quindi ricordato: “Noi non le consideriamo affatto delle leggi ad personam, consideriamo il legittimo impedimento come una legge che assicura il diritto a governare, mentre il disegno di legge che assicura tempi certi per la soluzione delle controversie in tribunale è un disegno di legge che l’Europa ci chiede e che è un diritto sacrosanto dei cittadini riconosciuto anche dall’opposizione”. “Noi – ha concluso il ministro riferendosi alla riforma complessiva della giustizia – lavoreremo su un testo da sottoporre al dibattito parlamentare. E la riflessione politica sarà affidata al Parlamento”.

Il ministro della Giustizia nel suo giustificare i salvacondotti per il premier non ha tenuto conto di un episodio indicativo, avvenuto sempre ieri in Irlanda. Il primo ministro, Peter Robinson, si è autosospeso dall’incarico per sei settimane, in seguito alle controversie sulla relazione di sua moglie Iris con un diciannovenne, al quale fece avere anche un prestito non dichiarato.

Robinson, che è leader del partito unionista Dup, sostiene di aver agito correttamente, ma ha comunque chiesto alla collega Arlene Foster, attualmente ministro locale per le imprese, di prendere il suo posto.

Come si vede in altri Paesi basta poco per indurre i governanti a fare un passo indietro pur di difendere la trasparenza dei governi, mentre in Italia si inventano leggi per evitare al presidente del consiglio processi nei quali è accusato non di ‘piccole manchevolezze’, ma di corruzione.

Commentando le decisioni del governo, Berlusconi ha risposto alle critiche per le leggi scritte a suo unico vantaggio: “Non voglio più parlare di queste cose, sono leggi ‘ad libertatem’, mi indigno quando sento queste cose, e io non voglio indignarmi”.

Il Cavaliere, insomma, non ha perso tempo ed appena è rientrato a Roma ha subito riaperto le pratiche sulla giustizia, mentre i dati sulla crisi economica sono sempre più allarmanti e lo stato generale del Paese appare sempre più grave.

Anno nuovo storie vecchie si potrebbe dire, mentre l’opposizione pur protestando sembra sempre più relegata in un ruolo di assoluto basso profilo.

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