Polverini, la candidata delle tessere fantasma
I dubbi sull’Ugl sono molti, ma non conviene parlarne.
La dimensione di un sindacato, il suo reale numero di iscritti, permette l’assegnazione di posti nei comitati di vigilanza degli enti previdenziali, di ‘contare’ nelle aziende pubbliche, di essere ‘convocati’ qui e là , di avere ‘peso politico’.
Il centro destra negli ultimi ha anni ‘lanciato’ l’Ugl, il suo sindacato di riferimento, e così Polverini è arrivata in televisione, nei dibattiti, nei piani alti dove si firmano i contratti collettivi, gli accordi e si ‘decide’ per davvero.
Ma l’Ugl è davvero forte come dice di essere? Ha gli iscritti che dichiara di avere?
Barbara Romano ha fatto per il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi ‘Libero’ una domanda alla nuova candidata per la Regione Lazio ed ha ricevuto una risposta incredibile. Ha detto la giornalista: “Report (il programma Rai curato da Milena Gabanelli, ndr) ha documentato che i pensionati che pagano la quota associativa Ugl mediante trattenuta Inps sono 66.000 rispetto al 558.000 dichiarati da voi e i dipendenti pubblici certificati dai ministeri sono 44.000, contro i 171.000 dichiarati da voi”.
Ha ribattuto Polverini: “Non voglio che il sindacato sia coinvolto nella mia campagna elettorale, anche perché dovrei dire cose che non posso rivelare, nell’interesse dei lavoratori italiani. Quindi non intendo rispondere a queste domande, perché non è giusto nei confronti dell’Ugl e dell’onestà di questo sindacato”.
Un qualunque lettore, anche sprovveduto, a questo punto penserebbe subito: “Qui gatta ci cova!”.
Nel mese di maggio del 2009, il ‘concorrente’ Confsal ha presentato un ricorso al Tar perchè il ministero del Lavoro gli ha assegnato solo un posto nei comitati di vigilanza dell’Inpdap, mentre ne ha dati tre all’Ugl. Nell’esposto denuncia è spiegato come il sindacato diretto da Polverini gonfierebbe il suo numero di iscritti.
Inoltre l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni che ha il compito verificare la reale rappresentanza delle organizzazioni sindacali, ha rilevato che dei 12.887 iscritti ‘statali’ ne risultano solo 6000, mentre dei 54.309 iscritti dipendenti degli enti locali se ne possono individuare 16.400. Infine, nella sanità su 42.124 aderenti dichiarati è stato possibile contarne 3.600.
In un procedimento davanti al Tar del 2006, nel quale si giudicava l’ammissibilità della nomina di un rappresentante dell’Ugl nel consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, al sindacato della candidata presidente del Lazio fu chiesto di consegnare i numeri sui propri iscritti, ma, come scrissero i giudici, il sindacato “non risponde alla richiesta di dati aggiornati” e così la mancanza di dati “avrebbe dovuto portare alla sospensione di ogni giudizio circa l’ascrivibilità dell’Ugl alle associazioni sindacali maggiormente rappresentative”.
Ancora. Secondo il rapporto Censis sul numero degli iscritti ai sindacati nel 2007 e 2008, l’Ugl è in crisi, perdendo il 4,2 per cento di associati e passando da 2 milioni e 145mila tessere del 2007 a 2 milioni e 54mila del 2008.
Ha scritto l’8 gennaio Gianni del Vecchio su ‘Europa’ che nel pubblico impiego (dove possono partecipare alla contrattazione solo quelle organizzazioni che superano il 5 per cento dei voti) su dati forniti sempre dall’Aran, “secondo gli ultimi numeri disponibili del 2007, l’Ugl è riuscita a superare questa soglia, tutto sommato molto bassa, solo in un caso: per quanto riguarda i lavoratori della presidenza del Consiglio. Per sanità , scuola, ministeri e tutto quello che è pubblico impiego il sindacato della Polverini è sotto. Quindi rappresenta quattro gatti.
Tanto che l’anno scorso l’Ugl (assieme alla Cisal) ha intimato all’Aran di non pubblicare i dati sui voti effettivamente presi, a differenza di tutte le altre organizzazioni che invece hanno dato il loro consenso. Europa, consultando fonti sindacali, è riuscita comunque a ricavare la cifra. Ed effettivamente fa drizzare i capelli: circa lo 0,7 per cento, ovvero più o meno diecimila persone su un totale di due milioni di lavoratori sindacalizzati”.
Ha aggiunto il giornalista: “Per quanto riguarda il privato, un buon indicatore è il numero di trattenute sindacali che pensionati e disoccupati delegano all’Inps. Ebbene, anche in questo caso i numeri per l’Ugl sono impietosi. “Può contare su 67mila pensionati e duemila disoccupati, più o meno l’uno per cento del totale”, ci dice Marco Paolo Nigi, segretario della Confsal, che nei fatti è il quarto sindacato più rappresentativo”.
Del Vecchio, poi, ha aggiunto ieri sul suo quotidiano: “Non solo a Roma ma anche a Bruxelles sapevano da tempo della ‘soluzione dieci per cento’, il sistema tramite cui Renata Polverini riesce a gonfiare di dieci volte il numero degli iscritti all’Ugl. Lo dimostra il fatto che due anni fa la Confederazione sindacale internazionale, organismo che raccoglie 311 sindacati di 155 paesi diversi, bocciò senza appello la richiesta del sindacato di via Margutta di entrare a farne parte per raggiungere Cgil, Cisl e Uil, le sigle italiane tuttora affiliate. Una bocciatura dovuta alla mancanza di trasparenza nel numero degli iscritti e alla mancata comunicazione di dati dettagliati sulle tessere”.
Se l’ipotesi di ‘manipolazione’ del numero di iscritti fosse confermata, la candidata dovrebbe immediatamente ritirarsi dalla competizione, perchè risulta evidente come sia incompatibile il ruolo di Governatore con quello di ‘fabbricatore di tessere’.
Eppure i media, salvo rarissime eccezioni, sembrano ignorare la cosa. Come sembra aver fatto per anni Floris a Ballarò, che è uno dei principali protagonisti del ‘lancio mediatico’ di Polverini. E neppure la candidata di opposizione Bonino, solitamente molto critica nei confronti della partitocrazia e delle ‘manovre di regime’, ha sollevato l’argomento.
La trasparenza è il primo requisito indispensabile per rappresentare i cittadini nelle istituzioni. Tuttavia, non sembra più necessaria, se ancora nessuno ritiene di chiedere alla segretaria dell’Ugl di mostrare dati inoppugnabili che smentiscano qualunque possibile dubbio sul doping delle tessere.
Speriamo che nei prossimi giorni il ‘segreto’ che non si può svelare diventi una notizia di pubblico dominio.


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