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L’Italia è razzista, ma c’è chi si oppone

Autore: . Data: martedì, 12 gennaio 2010Commenti (0)

Gli stranieri cacciati da Rosarno saranno accolti a Riace.

razzismo2Troveranno casa a Riace, il borgo del reggino divenuto noto per la coesistenza civile tra cittadini italiani e stranieri, i migranti feriti durante gli scontri di Rosarno.

“Abbiamo predisposto le strutture che ci sono a disposizione per accoglierli”, ha detto il sindaco di Riace, Domenico Lucano. “Mi sorprende – ha aggiunto – che si parli con tanta meraviglia dell’esperienza di Riace. Per noi è normale sostenere una persona che chiede di essere aiutata e ci siamo adoperati per accogliere gli immigrati del nostro comune in quello che chiamo ‘strategia territoriale dello sviluppo’. Si tratta – ha continuato il sindaco – di riempire i centri storici calabresi che sono diventati contenitori vuoti. Abbiamo consentito agli immigrati di abitare le case vuote e poi abbiamo immaginato il dopo, cercando di capire come la comunità straniera si poteva integrare e come potesse rivelarsi un’opportunità anche per la popolazione. Abbiamo salvato la scuola, tant’è che oggi sono più i bambini immigrati che quelli di Riace, ma per loro non è un problema convivere perchè non sono come gli adulti, il loro atteggiamento è spontaneo. Gli extracomunitari adulti lavorano nell’edilizia e nell’artigianato, e alcuni sono impiegati in alcune fabbriche vicine”.

Domenico Lucano non accetta la posizione del governo sugli immigrati ed ha commenta con durezza le esternazioni ripetute nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Autorevoli personalità istituzionali dicono cose abominevoli contro la dignità umana con i loro atteggiamenti di preclusione”.

Sui fatti di Rosarno, il sindaco di Riace è convinto che per un’analisi bisogna tenere conto della criminalità organizzata “che gestisce il settore agrumicolo nella piana di Gioia Tauro da quando è morto Pino Marafiosi”.

“Mi dispiace per l’immagine dei cittadini di Rosarno, anche quelli perbene subiscono questa tempesta mediatica però si sapeva da tempo che gli immigrati vivevano in condizioni disumane. Mi chiedo – ha concluso Lucano – dove erano in questi anni l’ispettorato del lavoro, la Protezione civile, il commissario prefettizio, le organizzazioni sindacali e le istituzioni in genere”.

Una domanda che dovrebbero farsi in molti.

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