L’economia va male ed i Bot diventano infruttuosi
L’investimento in titoli di Stato va in perdita.
La realtà di una situazione ormai insostenibile per l’economia nazionale, anche per gli investitori, è emersa dall’ennesimo allarme sui Bot, che ormai rendono poco o nulla.
I vantaggi sono ormai prossimi allo zero, o addirittura negativi nel caso di applicazione delle commissioni massime, anche se la domanda da parte degli investitori istituzionali e dei piccoli risparmiatori continua ad essere sostenuta, perchè questo tipo di titoli almeno mette al riparo dalle turbolenze ancora maggiori che colpiscono le attività della Borsa.
I Buoni Ordinari del Tesoro sono titoli di Stato a breve scadenza, da tre, sei e dodici mesi. Il guadagno per l’investitore deriva unicamente dallo scarto tra il prezzo d’acquisto e quello che lo Stato si impegna a pagare alla scadenza. Per esempio, se si compra a 98 un Bot di 100 alla scadenza si guadagna due.
Il rendimento basso e la domanda alta indicano che gli investitori si fidano poco degli investimenti alternativi, come le azioni, e sono disposti ad accettare anche rendimenti minimi pur di poter mettere i loro soldi in un luogo percepito come sicuro. Per altro i Bot continuano ad essere utilizzati per bilanciare il rischio di altri sistemi di investimento per chi usa attuare strategie variegate.
Per scongiurare la certezza di una passività il Tesoro ha fatto scattare per la prima volta il limite imposto alle commissioni applicate dagli intermediari, cioè le banche, per evitare che il rendimento sia negativo per il pubblico. Il ministero ha ricordato che il relativo decreto è in vigore dallo scorso ottobre.


Lascia un commento