Cgil, sciopero generale il 12 marzo
Contro le politiche su crisi economica ed immigrazione, per un riequilibrio del carico fiscale
Denunciare sia gli effetti della crisi economica sull’occupazione sia le inadeguate politiche sull’immigrazione, rivendicando inoltre interventi immediati finalizzati al riequilibrio del carico fiscale a vantaggio di lavoratori dipendenti e pensionati: questi i tre punti-cardine a sostegno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 marzo.
“E’ preoccupante il quadro determinato dalle diverse crisi industriali, dall’Alcoa alla Fiat nel Mezzogiorno, da Omega-Eutelia a Porto Marghera – ha spiegato ieri il segretario generale della confederazione, Guglielmo Epifani – quest’anno e anche il 2011 si segnalano come molto difficili per l’occupazione: senza un piano complessivo di politica industriale, per i diversi settori ma anche territoriale, sarà molto difficile trovare una soluzione”.
La critica della Cgil è rivolta non soltanto alle ricadute del contesto internazionale ma anche al governo, dal quale non sembra arrivare alcun segnale e il peso più grave della situazione “si avverte nel Mezzogiorno dove in intere aree sta diventando molto concreto il rischio di desertificazione industriale”.
La mobilitazione sindacale, perciò, parte dal presupposto della richiesta, rivolta all’esecutivo, di elaborare al più presto “un programma complessivo di politica industriale nel quale considerare le diverse aree di crisi, politiche di sostegno del reddito che vadano dal prolungamento e rafforzamento della cassa integrazione, all’allungamento dei massimali della disoccupazione a interventi a favore dei lavoratori precari che hanno perso il lavoro”.
Epifani volge lo sguardo poi al sistema delle imprese, alle quali chiede di non usare “questa crisi, e in qualche caso sta avvenendo, come pretesto per licenziare ed abusare della mobilità”.
Sul versante del prelievo fiscale, l’interlocutore torna ad essere il governo che, secondo la Cgil, mostra “una grande confusione sul fatto se intervenire o meno sul fisco, e nessuna risposta è arrivata alla nostra lettera sul tema. Non si può aspettare che un gruppo di studio esamini il problema, come dice il ministro Tremonti. E’ necessario intervenire subito, perchè il carico fiscale pesa in modo ormai intollerabile prevalentemente sul lavoro dipendente e sulle pensioni e se non si cambia rotta, per effetto del drenaggio fiscale, a fine legislatura il lavoro dipendente registrerà un aumento di tre punti del prelievo”.
Non si tratta solo di tagliare le tasse in sé, spiegano in corso Italia, “ma di riequilibrare in modo più equo la distribuzione, soprattutto in una fase di grande difficoltà economica come questa, perché da 30 anni è in atto un processo che sposta il peso del prelievo dalla rendita ai redditi da lavoro”. In questo senso “è poco convincente l’ipotesi di spostare il prelievo da imposizione diretta a indiretta. Non è sbagliata in sé ma in questa fase potrebbe pesare sui consumi popolari e anche riaccendere qualche spirale inflazionistica e non affronterebbe, comunque, il tema centrale di una più equa distribuzione”.
Terzo tema, le politiche sull’immigrazione: dopo i fatti di Rosarno, “che sono stati un segnale grave della profonda esasperazione di quei lavoratori sfruttati”, la Cgil terrà in Calabria due iniziative, una di categoria e una confederale.
“Faremo pressioni a tutti i livelli per riprendere l’iter di una legge sulla cittadinanza e per arrivare a correggere gli aspetti più gravi dalle leggi di questo governo sugli immigrati. E’ tema centrale dello sciopero generale perché penso – ha detto a riguardo Epifani – che sia una questione da affrontare unitariamente. Per questo trovo sbagliato uno sciopero di soli migranti: non credo sia la strada migliore usare uno strumento che isola e contrappone e questa è anche l’opinione di tanti lavoratori migranti ascoltati in questi giorni. E’ bene che crescano soggettività e unità, trovo migliori le lotte che uniscono”.


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