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Roma: corteo vietato agli studenti

Autore: . Data: giovedì, 10 dicembre 2009Commenti (0)

La ‘democrazia limitata’ rischia di scatenare incidenti.

ondaVenerdì 11 dicembre è previsto lo  sciopero generale dei comparti pubblici e privati della conoscenza indetto dalla Cgil. Con lo slogan  “La conoscenza è in ginocchio, vogliamo risposte concrete” è stata indetta una manifestazione a Roma che partirà da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza del Popolo dove interverranno a Domenico Pantaleo, segretario nazionale della Flc e Guglielmo Epifani, il leader della confederazione.

Nella stessa giornata gli studenti avevano organizzato un corteo che partendo da  partendo da piazzale Aldo Moro e passando per piazzale della Repubblica sarebbe dovuto arrivare fin sotto il Ministero dell’Istruzione. Ieri si è appreso che la Questura lo ha vietato.

Da mesi nella capitale esiste uno strano regolamento che limita i percorsi dei cortei per ‘limitare i danni’ prodotti al traffico. In realtà la misura è del tutto inefficace, perchè in ogni caso la già abituale congestione da auto cresce comunque e così la misura ottiene il solo effetto di colpire i diritti civili dei cittadini.

Per quello che si è saputo dagli studenti le autorità preposte ieri avrebbero deciso di non permettere ai giovani di scegliere un loro autonomo percorso. Gli studenti hanno subito comunicato: “E’ di oggi la notizia che la Questura di Roma ha revocato l’autorizzazione del corteo indetto da tutto il mondo della formazione per l’11 dicembre. Un corteo che in continuità con le mobilitazioni autunnali e con l’assemblea del 20 novembre, vuole rinnovare l’opposizione ai processi di trasformazione di scuola e università, dal ddl Gelmini al ddl Aprea, rivendicando un nuovo welfare per i soggetti precari e in formazione”.

La nota, diffusa da Ateneinrivolta, continuava: “Ancora una volta, in tempo di crisi, si vuole limitare la libertà d’espressione e il diritto al dissenso, attraverso l’imposizione di un protocollo amministrativo, valido, quindi, solo per le parti contraenti. Ancora una volta viene agito il tentativo di limitare il protagonismo dei soggetti della formazione, studenti, ricercatori, insegnanti e genitori, che rifiutano di pagare una crisi che non hanno prodotto. In un paese a democrazia bloccata crediamo invece sia fondamentale rivendicare il nostro diritto a manifestare, contro i processi di dismissione di scuola e università, contro ogni forma di precarizzazione del nostro lavoro e delle nostre vite. Per questo venerdì, in occasione dello sciopero dei lavoratori della conoscenza attraverseremo le strade della città riprendendoci la libertà d’espressione e il diritto a manifestare”.

Non è chiaro dal comunicato se gli studenti intendano convocare lo stesso il loro corteo o marciare con la Cgil, ma resta il fatto che la decisione presa dalla Questura rischia di innescare un pericoloso quanto inutile clima di tensione.

Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil, ha commentato: “Il divieto di raggiungere il ministero della Pubblica istruzione opposto al corteo dell’Onda in occasione dello sciopero dell’11 dicembre rappresenta una gravissima limitazione del diritto di esprimere le proprie idee e il proprio dissenso. Si tratta di un corteo assolutamente pacifico che vuole incrociare la manifestazione della Cgil, perché ne condivide i presupposti e la dura critica ai provvedimenti del governo contro i settori della conoscenza e del pubblico impiego, ma altrettanto determinato ad esprimere legittimamente la propria autonomia”.

”La scelta di negare l’autorizzazione – secondo Pantaleo – è sbagliata perchè tutte le manifestazioni pacifiche e democratiche devono essere non solo autorizzate ma difese. Ci auguriamo che una soluzione venga presto trovata in modo tale da dare la possibilità al movimento di raggiungere il Miur”.

Andrea Alzetta, consigliere comunale capogruppo Roma in Action, ha dichiarato: “Il corteo degli studenti previsto per venerdì 11 dicembre non è stato autorizzato; un po’ per non intralciare lo shopping natalizio, un po’ per rispettare quanto dettato dall’ordinanza sui cortei, che prevede una ‘tregua’ natalizia fino al 12 gennaio. Vietare il corteo degli studenti, che avrebbe comunque fatto corpo unico con il corteo organizzato dalla Cgil, significa negare ai giovani una propria idea di diritto allo studio, e la possibilità di esprimere una valida alternativa alle proposte di governo che lasciano sempre meno spazio a progetti e speranze future. L’invito è sempre quello di disobbedire a chi vuole imbavagliare il dissenso ed il malcontento, o a chi che preferisce ubriacare le menti con il commercio compulsivo. Non credo infatti che la chiusura della Ztl (la zona a traffico limitato, ndr) in questo periodo agevoli cittadini e traffico, piuttosto che agevolare ed incentivare l’espressione del libero pensiero”.

Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha detto: “Il corteo dovrebbe partire dall’Università La Sapienza, raggiungere i lavoratori in piazza della Repubblica e poi proseguire verso il ministero della Pubblica Istruzione. Pare che questo non sia possibile per via del Protocollo appena firmato da alcune sigle sindacali e dai partiti del centrodestra che impedisce nel mese pre-natalizio l’organizzazione di più di un corteo nelle strade del centro di Roma. Una scelta assurda che dimostra per l’ennesima volta la cultura reazionaria e antidemocratica di questo governo nonché la scarsa lungimiranza delle sigle politiche e sindacali che hanno scelto di firmare quel protocollo. Per l’ennesima volta si vuole negare il diritto a manifestare e alla libera espressione del dissenso. Bene hanno fatto gli studenti e i lavoratori della conoscenza ad annunciare la loro intenzione di svolgere comunque il proprio corteo rivendicando il proprio diritto a manifestare. Rifondazione Comunista conferma la sua adesione alla sciopero indetto dalla Flc-Cgil e si impegna a stare al fianco degli studenti e dei ricercatori precari che cercheranno di svolgere la propria manifestazione unitaria. Mette le proprie strutture a disposizione del movimento e invita tutte e tutti i propri militanti a partecipare in massa alla giornata di mobilitazione”.

Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra e Libertà, in un comunicato ha scritto: “Faccio appello al Questore e al Prefetto, affinché autorizzino il corteo degli studenti, previsto per venerdì 11 dicembre, in concomitanza con la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil. Al momento, secondo quanto riferito dagli studenti, l’autorizzazione che consentiva lo svolgimento del corteo fino al Ministero dell’Istruzione è stata revocata, e il percorso limitato da piazzale Aldo Moro a piazza della Repubblica. Bisogna garantire in questa città la libertà di manifestare in conformità dei principi sanciti dalla Costituzione, che fino a prova contraria è ancora vigente nel nostro Paese. È necessario garantire, quindi, il pacifico lo svolgimento delle manifestazioni, evitando posizioni rigide, sulla base di un’interpretazione letterale del protocollo sui cortei. L’appello degli studenti rivolto alla città e alle istituzioni deve essere preso in considerazione, affinché la giornata dell’11 dicembre sia una grande occasione di partecipazione democratica”.

Proibire il corteo degli studenti ha scatenato un polverone e se la decisione della Questura non verrà rivista al più presto il pericolo di trasformare una pacifica e civile giornata di protesta in una occasione di scontri diventa altissima. Con l’aggravante, poi, di far impazzire il traffico ancor di più di quanto non accada abitualmente. Ma è la ‘lungimiranza’ di chi dietro l’applicazione rigida di regolamenti (per altro discutibili) ignora i più elementari diritti civili: primo tra tutti quello di manifestare.

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