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Quota due milioni: la marcia dei disoccupati

Autore: barbera. Data: mercoledì, 2 dicembre 2009Commenti (0)

La maggioranza latita, dell’opposizione si hanno poche notizie ed intanto la crisi è come un caterpillar.

disoccupazioneI dati non chiedono commenti: Il tasso di disoccupazione di ottobre è salito all’8 per cento, il livello più alto da novembre 2004. La fonte, Istat, ha precisato che i senza lavoro superano i 2 milioni per la prima volta da marzo 2004.

A questi numeri drammatici deve essere collegata una notizia passata del tutto inosservata. Nel 2009, secondo un’analisi di PricewaterhouseCoopers, la ricchezza detenuta dalle famiglie Hnwi (High net worth individual), ovvero quelle che dispongono di patrimonio superiore ai 500mila euro, salirà a 883 miliardi di euro rispetto ai 740 del 2008, 143 miliardi in più. Gran parte del ‘merito’ per il vertiginoso guadagno è dello scudo fiscale.

Secondo l’analisi effettuata dalla società, una multinazionale specializzata nella consulenza alle imprese in materia fiscale, di revisione di bilancio, di outsourcing contabile e legale, la ricchezza dei miliardari italiani l’anno scorso ha subito una contrazione del 10,7 per cento a causa della crisi, ma quest’anno crescerà del 19,3 per cento grazie al fisiologico miglioramento di performance dei mercati dei capitali combinati agli effetti dello scudo fiscale ter.

In sintesi si può dire che i disoccupati sono al massimo storico, i ricchi hanno guadagnato nell’ultimo anno 143 miliardi in più dello scorso anno ed i poveri sono circa 8 milioni.

Questi sono i numeri del governo Berlusconi, che nessuna televisione e tanto meno i giornali rilevano mai collegandoli tra loro.

La crisi finanziaria che ha travolto il mondo è certamente responsabile di gran parte della debacle italiana, ma non è la sola causa di questo disastro. I cosiddetti ammortizzatori sociali, ovvero le garanzie offerte dallo stato per difendere i più deboli, sono imparagonabili con quelli francesi, inglesi o tedeschi.

In Francia per aver diritto all’indennità di disoccupazione è necessario aver lavorato almeno 6 mesi degli ultimi 22. L’ammontare dell’indennità viene stabilito con una media della retribuzione degli ultimi 12 mesi, secondo un sistema che salvaguarda i redditi più bassi. La durata dell’indennità varia da un minimo di 7 mesi ad un massimo di 60. A ciò si aggiungono circa 10 euro fissi al giorno, in determinate circostanze. Poi c’è  il “Revenu minimum d’insertion (Rmi)”, che è un salario di ingresso. Per riceverlo bisogna aver compiuto 25 anni (non si applica la condizione dei 25 anni per i disoccupati con figli). Il Rmi prevedeva (nel 2005) l’integrazione del reddito a 425,40 euro mensili per un disoccupato solo, che diventavano 638,10 euro se in coppia (chiunque vive ‘insieme’), 765, 72 se la coppia ha un figlio, 893,34 per due figli e 170, 16 euro in più per ogni altro figlio. Una coppia con tre figli arriva quindi ad avere più di 1.150 euro di Revenu minimum d’insertion.

In Inghilterra a partire dai 18 anni chi non ha un lavoro e non ha risparmi per più di 12.775 euro ha diritto all’Income-based Jobseeker’s Allowance, a circa 300-350 euro mensili per un periodo di tempo illimitato. A questa cifra si devono aggiungere l’affitto dell’alloggio (Housing Benefit) e tutta una serie di assegni per i figli.

In Germania la riforma ‘restrittiva’ introdotta nel 2005 indica che tra 16 e i 65 anni si può disporre dell’Arbeitslosengeld II, cioè di 345,00 euro al mese, più i costi dell’affitto e del riscaldamento (Miete und Heizkosten).

Una famiglia composta da due figli di 12 e 14 anni, nella quale il padre è disoccupato e la madre ha uno stipendio da un lavoretto part-time di 750 euro lordi e le due figlie 308 euro al mese di Kindergeld (gli assegni per i minori), è considerata bisognosa di un incremento di reddito. Fatti i dovuti calcoli, questa famiglia ottiene un’integrazione del salario che la porta a disporre complessivamente di 1665 euro al mese netti. Dopo la riforma i disoccupati tedeschi di lungo periodo non hanno più – in aggiunta al normale sussidio – i soldi per i mobili e per i vestiti, ma prima ricevevano anche quelli.

In alcuni Paesi europei il reddito minimo copre sia chi non ha ancora un lavoro sia chi ha perso il lavoro e non ha diritto all’indennità o perché l’ha esaurita o perché non ha versato i contributi. In Gran Bretagna c’è la “Contribution-based Jobseeker’s Allowance” per l’indennità di disoccupazione e l’”Income-based Jobseeker’s Allowance” per reddito minimo garantito. Inoltre è attivo anche l’”Income support”, che è previsto per chi lavora meno di 16 ore a settimana. Queste forme di sostegno del reddito, naturalmente, sono illimitate nel tempo.

In Francia infine se si è disoccupati, “vous bénéficierez de la réduction sociale téléphonique”, cioè si ha diritto alla riduzione delle tariffe telefoniche.

Invece di pensare a proteggere i cittadini di cosa discute il Palazzo? La Lega, che non ha alcuna strategia politica, nutre le spinte razziste e xenofobe e vuole il crocifisso nel tricolore. Il Pdl è impegnato a salvare il premier dai processi e si impegna nell’inventare leggi improponibili, mentre Berlusconi e Fini litigano su tutto.

L’opposizione di divide sulla manifestazione di sabato prossimo contro il Cavaliere, ma nessuno sa bene che Italia voglia costruire, quale progetto oppone allo strapotere del centro destra.

Il Paese è informato da media reticenti, la televisione bombarda il pubblico di gossip pomeridiani, i telegiornali sono diventati inguardabili ed intanto scandali veri o presunti, sempre di carattere sessuale riempiono le cronache, mentre le notizie ‘sgradevoli’ scompaiono anche perchè gli italiani non le vogliono sentire, preferendo interessarsi delle ultime trovate di Belen, Fabrizio Corona, della Canalis e dell’algido Clooney.

Ai disoccupati debbono essere poi sommati i cassintegrati, cresciuti in modo esponenziale.

Secondo al Uil, nel periodo gennaio-ottobre 2009, si è registrato un aumento complessivo della cassa integrazione del 387 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mediamente, da inizio anno ad ottobre 2009 oltre 421mila lavoratrici e lavoratori sono stati collocati, mensilmente, in cassa integrazione a fronte dei circa 86mila dello stesso periodo del 2008. Sempre ad ottobre si è registrato un aumento rispetto al mese di gennaio 2009, del 221 per cento, mentre l’aumento rispetto al mese di ottobre del 2008 è stato del 322 per cento.

Avvilenti, infine, le parole del neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Il leader del partito prima si è mostrato preoccupato per la situazione: “Due milioni di disoccupati – ha detto – un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull’occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il dato è ancora più allarmante se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione”.

Quindi Bersani non ha saputo evitare uno spot ‘indiretto’ anti-manifestazione contro il premier organizzata per sabato prossimo a Roma: “Noi, già con la mobilitazione dell’11 e del 12, che ha al suo centro il tema del lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini insieme a proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta reale all’uscita dalla crisi”.

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