Muore nel carcere di Teramo
Era malato di tumore al cervello, ma nessuno aveva diagnosticato il male.
Uzoma Emeka, il cittadino nigeriano di 32 anni che avrebbe assistito il 22 settembre scorso al pestaggio di un detenuto italiano nel carcere di Castrogno a Teramo è morto.
L’uomo era in carcere per una condanna a due anni per spaccio di stupefacenti. l’avvocato di Emeka, Giulio Lazzaro, ha dichiarato: “Uzoma, mentre parlava con la moglie si è accasciato. All’ospedale, però, ci è arrivato solo dopo l’una del pomeriggio”.
In realtà il detenuto, come ha rivelato l’autopsia aveva un tumore al cervello mai diagnosticato. Il presidente di ‘A Buon Diritto’, Luigi Manconi ha detto sull’accaduto: “A Teramo si è verificato l’ennesimo caso di ‘abbandono terapeutico’, se è vero che un detenuto nigeriano, Uzoma Emeka, sentitosi male alle 8.30 è stato ricoverato in ospedale quasi cinque ore dopo. Ora, va da sè, si parla di ‘morte per cause naturali’: ma sappiamo che oltre il 50 per cento dei decessi in cella è classificato come dovuto a cause da accertare”.
Per Manconi “autolesionismo, abusi, morti improvvise, overdose presentate come suicidi, suicidi presentati come overdose, mancato aiuto, assistenza negata, è un vero e proprio regime di omissione di soccorso quello che governa il sistema penitenziario italiano”.
E’ del tutto inammissibile che un paziente affetto da una patologia così grave e che certamente da tempo poteva essere diagnosticata non abbia ricevuto alcuna attenzione sanitaria. L’ennesima storia di morte in un carcere italiano.


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