Migliaia di restauratori a rischio licenziamento
I sindacati: nessuna risposta dal Ministero, prosegue la mobilitazione
Sono migliaia gli operatori del comparto del Restauro che rischiano il posto di lavoro se entro il 31 dicembre non verranno modificati i criteri stabiliti dal ministero dei Beni culturali (con il decreto ministeriale del 29 settembre scorso) per l’accesso all’attestazione diretta dei titoli di restauratore e di collaboratore dei beni culturali e alla prova di idoneità.
Criteri che, così come previsti, comportano il mancato riconoscimento dei titoli e dell’esperienza lavorativa maturata negli anni con il rischio concreto di mettere a repentaglio il futuro professionale – cancellando anni ed anni di esperienza, saperi e professionalità – di migliaia di lavoratori.
Questa, almeno, è la stima che i sindacati delle costruzioni (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil), recentemente promotori di una grande assemblea nazionale dei lavoratori del Restauro.
Dunque i sindacati hanno deciso di proseguire la mobilitazione nazionale richiamando gli organi competenti ad una gestione responsabile delle sorti dei tantissimi lavoratori che operano nei beni culturali.
Le tre organizzazioni hanno anche annunciato che sono state raggiunte diverse migliaia di adesioni alla petizione rivolta al Presidente della Repubblica Napolitano, garante dei principi sanciti dalla nostra Costituzione, lanciata lo scorso mese di luglio. Mentre hanno denunciato “l’assordante silenzio del Ministro Bondi”, che non risponde a qualsiasi richiesta di incontro, indifferente al grido di allarme che proviene da numerose realtà operanti nel restauro, dai lavoratori dipendenti, agli artigiani, alle cooperative, alle piccole e medie imprese.
I sindacati hanno infine condannato fortemente l’iniquità dei criteri e delle modalità che il Ministero ha messo in atto per regolare il settore e chiesto un serio confronto nel merito per rivedere in modo trasparente e legittimo tutto l’impianto di attestazione e di riconoscimento dei titoli professionali del comparto.
Nel frattempo, però, le tre organizzazioni di categoria hanno ribadito quanto sia “indispensabile che il Ministero proroghi i termini di chiusura dell’iscrizione al bando, prevista per il 31 dicembre 2009 alle ore 23.59.59, la cui procedura di accesso è stata attivata in ritardo e con continue modifiche nelle procedure d’iscrizione”.


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