Mezzogiorno in abbandono
I sindacati incalzano il governo.
Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al governo “di convocare con urgenza un tavolo per un più serrato confronto sulle proposte» per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno”.
La richiesta è stata inoltrata al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, insieme ad un documento unitario “sulle priorità per riattivare il processo di sviluppo del Mezzogiorno e per affrontare gli effetti della crisi economica che sta particolarmente colpendo i lavoratori e la capacità produttiva delle imprese meridionali”.
“La situazione del Mezzogiorno diventa ogni giorno più grave – si legge nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil – aumenta la disoccupazione, si estende il degrado sociale, l’economia non mostra segni di ripresa. La crisi economica globale e le ristrutturazioni industriali stanno colpendo con particolare intensità i settori più presenti nel Sud, dall’auto, alla chimica, all’elettronica mettendo a rischio l’esistenza stessa del già debole apparato produttivo». Di fronte «ad una situazione non più sostenibile chiediamo che il governo apra subito un tavolo con le organizzazioni sindacali, le rappresentanze imprenditoriali e le Regioni per individuare e definire provvedimenti concreti capaci di affrontare le urgenze della crisi e di rimettere in moto il meccanismo dello sviluppo, con un’attenzione ai nuovi lavori ecocompatibili, facendo del Meridione un’opportunità di crescita utile per l’intero Paese”.
I sindacati ritengono che il tavolo dovrà definire prioritariamente alcune questioni cruciali: la semplificazione degli attuali meccanismi di incentivazione, la realizzazione di un piano, attuabile in tempi certi, di infrastrutture, favorire la realizzazione di piccole opere infrastrutturali, immediatamente cantierabili, il potenziamento delle infrastrutture sociali, salvaguardare e rilanciare il patrimonio produttivo e l’occupazione industriale nelle regioni meridionali ed impedire che continuino la fuga della grande industria manifatturiera e l’ampliarsi dei fenomeni di delocalizzazione dal Sud al Nord.
Infine, Cgil, Cisl e Uil ritengono “essenziale ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati e prioritario riprendere politiche incisive per lo sviluppo del Mezzogiorno”.


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