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L’Italia vera: i lavoratori di Agile – Eutelia

Autore: . Data: venerdì, 11 dicembre 2009Commenti (0)

Mentre il governo pensa ai processi di Berlusconi nel Paese c’è chi non sa come vivere ed ha bisogno di aiuto

agileIl Paese felice raccontato dal presidente del Consiglio e dalla tv è diverso nella realtà. InviatoSpeciale ha ricevuto un appello delle Rsu dei lavoratori Agile dello stabilimento di Pregnana Milanese, senza stipendio da mesi. Lo pubblichiamo integralmente, invitando i lettori a sostenere la raccolta di fondi che dovrà servire ad aiutare chi in questo momento è senza reddito, ha figli e famiglia da mantenere, affronta un periodo tragico della propria vita.

La democrazia è, prima di tutto, condivisione. E’ possibile contribuire con un versamento sul conto corrente postale n° 92697333 intestato a Moresco Marina, oppure mediante bonifico bancario con codice IBAN: IT38F0760101600000092697333 La causale da indicare è “Contributo a favore dei lavoratori Agile-Eutelia”.

I fondi raccolti saranno utilizzati dalle RSU Agile-Eutelia di Pregnana Milanese, per gestire in particolare le situazioni economiche più critiche dei lavoratori.

Di seguito l’appello:

Si fa sempre più drammatica la situazione dei dipendenti Agile, ex Eutelia. L’azienda non paga gli stipendi da agosto ed il 22 ottobre ha aperto la procedura di licenziamento per 1192 (da poco 1500) lavoratori su 1937. Rischia di sparire una delle più importanti realtà dell’informatica italiana, ad opera di personaggi che difficilmente possono considerarsi imprenditori.

Al contrario, in 3 anni di gestione scellerata hanno dimostrato di aver operato non per fare impresa, con un solido progetto di sviluppo industriale, ma solo per perseguire speculazioni per interessi personali, depauperando l’azienda di asset fondamentali.

Nel giugno 2006 la famiglia Landi, tramite Eutelia e Finanziaria Italiana (principale azionista di Eutelia, sempre della famiglia Landi) acquisisce le filiali italiane di Getronics (dove erano confluite le attività di Olivetti Solutions) e di Bull Italia, convogliandole nella società veicolo Eunics (che nel 2007 sarà poi fusa in Eutelia).

Prima di queste acquisizioni, Eutelia aveva già acquisito le società di telecomunicazioni Edisontel e Noicom.

I Landi, che dirigono in prima persona Eutelia, fanno subito dichiarazioni di un grande futuro per il gruppo, in quanto prima realtà italiana con un’offerta IT e TLC a 360 gradi. Ma i fatti non corrispondono alle parole.

La riorganizzazione interna gestita da Samuele Landi, peraltro tristemente noto per essere stato a capo del manipolo di squadristi che hanno fatto irruzione nella sede presidiata di Agile a Roma, procede senza un vero piano industriale, ma su poche ed arretrate idee, che non portano ad alcun risultato. Si procede con fatica su una piatta gestione dell’esistente, senza innovare e rilanciare i servizi in funzione del mercato, non c’è cultura informatica e capacità manageriale in chi dirige l’azienda. Le capacità e le conoscenze del personale acquisito, altamente specializzato e di grande esperienza, non vengono valorizzate ma al contrario vengono tutti di fatto demansionati al ruolo di addetti, meri esecutori degli ordini della famiglia. Il focus maggiore è sulla drastica riduzione dei costi, attuata senza curarsi di salvaguardare l’efficienza dei processi aziendali. I lavoratori si chiedono fin da subito quali siano i veri motivi dell’acquisizione di Getronics e Bull.

La risposta arriva a breve. Getronics e Bull portavano in dote molte decine di milioni di liquidità e proprietà immobiliari, che vengono dirottate o verso la holding di famiglia, come nel caso delle proprietà immobiliari portate in dote da Bull, oppure utilizzate per avventurose e fallimentari operazioni nella telefonia, come l’avvio di un operatore di
telefonia mobile in Polonia chiusasi con una perdita di 16 milioni.

Queste le operazioni di cui parlano i documenti ufficiali, ma ben altro ci potrebbe essere visto che i Landi sono indagati dalla Procura di Arezzo per reati finanziari ed associazione a delinquere, che la Consob ha impugnato il bilancio 2007 e la società di revisione non ha certificato il bilancio 2008.

Se ad inizio 2007 Eutelia “vantava” risultati positivi, solo un anno dopo esplode in maniera manifesta la crisi e si cominciano ad utilizzare ammortizzatori sociali. Dopo è crollo verticale, l’azienda è allo sbando e nella famiglia matura la decisione di dedicarsi solo alla telefonia ed abbandonare l’IT.

A fine 2008, importanti personaggi della Banca Monte Paschi di Siena, una delle principali banche creditrici di Eutelia, entrano nel CdA di quest’ultima. Fra questi Leonardo Pizzichi, che ad Aprile diventerà Presidente di Eutelia.

A gennaio 2009 il CdA decide di dismettere il ramo d’azienda IT e 2000 dipendenti. I lavoratori che in questi anni avevano segnalato alle istituzioni, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico, la situazione critica di Eutelia, manifestano nelle più diverse forme per salvaguardare il loro posto di lavoro. Nonostante l’opera destrutturante
dei Landi, Eutelia aveva ancora importanti clienti e progetti in divenire, soprattutto nella Pubblica Amministrazione ma anche nella grande industria privata.

A meta giugno il ramo IT viene fatto confluire in Agile Srl (controllata da Eutelia), che viene venduta contestualmente ad Omega SpA., rappresentata da Sebastiano Liori e Claudio Massa.

Omega si presenta ai sindacati e al Ministero con le migliori intenzioni, ma subito il bluff si scopre. Non ci sono risorse finanziarie, gli stipendi di giugno sono pagati con molto ritardo, rimane bloccata la situazione con fornitori, che attendono i pagamenti, l’azienda non è in regola con i contributi. I lavoratori capiscono che sono nelle mani di avventurieri, ai quali non interessa la sopravvivenza dell’azienda, ma solo di liquidarla velocemente, a spese della collettività, perché ovviamente, in tutti questi passaggi societari, non ci sono più nemmeno i soldi dei TFR dei lavoratori. Ai primi di ottobre è pagato lo stipendio di luglio e poi quando doveva essere pagato quello di agosto arriva il licenziamento per 1200 dipendenti.

A questo punto i lavoratori sono dovuti ricorrere a forme estreme di lotta, quali il presidio permanente delle principali sedi in Italia. L’obiettivo è non solo avere gli stipendi arretrati, ormai quasi 4 mensilità, e la disponibilità dei TFR scomparsi, ma soprattutto avere la garanzia di una nuova prospettiva industriale, che escluda l’attuale proprietà dalle future evoluzioni dell’azienda.

I lavoratori di Agile intendono continuare la loro lotta per la salvaguardia dei loro diritti e del posto di lavoro e chiedono la solidarietà e la sensibilizzazione di tutti, anche con un contributo economico. Grazie.

I lavoratori di Agile

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