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L’Italia razzista

Autore: . Data: venerdì, 4 dicembre 2009Commenti (0)

Un sondaggio svela un quadro inquietante.

razzismoIl rapporto ‘Transatlantic trends: Immigrazione’, realizzato dal German Marshall Fund e dalla Compagnia di San Paolo, reso pubblico ieri, non è confortante. Il 49 per cento degli italiani ritiene che l’immigrazione rappresenti un problema più che un’opportunità, con un incremento di 4 punti dallo scorso anno, mentre il 28 per cento pensa che nel nostro Paese ci siano “troppi immigrati”.

Nutriti da una informazione disattenta e superficiale, dalla demagogia di alcune forze politiche e dall’inconsistenza dell’opposizione, i cittadini del Belpaese sono convinti che il 23 per cento della popolazione nazionale sia composta da stranieri, mentre l’Istat ha stimato il numero di immigrati in un 6,5 per cento circa. L’errore è di ben 17 punti percentuali.

Ma il fenomeno del razzismo non riguarda solo l’Italia. In generale, in tutti Paesi si continua a ritenere che l’immigrazione rappresenti un problema. In base ai risultati di Transatlantic Trends, il 50 per cento degli europei è convinto della cosa, mentre lo scorso anno negli stessi cinque Paesi analizzati (Olanda, Italia, Regno Unito, Germania e Francia) questa opinione era condivisa in media dal 43 per cento degli intervistati.

In Olanda si registra lo scarto maggiore, con un balzo in avanti di 9 punti percentuali (dal 36 per cento nel 2008 al 45 nel 2009) e britannici e spagnoli si dimostrano i più negativi nei confronti dell’immigrazione, con percentuali rispettivamente del 66 e del 58 per cento. I canadesi sono i più ottimisti: il 68 per cento ritiene infatti che l’immigrazione rappresenti un’opportunità per il proprio Paese. Negli Stati Uniti il 54 per cento degli intervistati ritiene che l’immigrazione sia un problema, con un leggero aumento rispetto al 50 registrato lo scorso anno. .

La tendenza ad esagerare sul numero effettivo di immigrati presenti sul suolo nazionale è diffusa. In Canada, dove il 20 per cento la percentuale dei cittadini è nata all’estero, l’opinione pubblica è convinta invece che si tratti del 37. Gli americani credono che il 35 per cento della popolazione sia rappresentata da stranieri, mentre la cifra reale è di circa il 14.

Il razzismo non si concentra in particolari fasce sociali, ma è l’orientamento politico degli intervistati a riflettersi in maniera più marcata sulla percezione dell’immigrazione come problema e questo mostra come le questioni legate al fenomeno abbiano una base ideologica. Agli intervistati europei è stato chiesto se si ritenessero politicamente di destra o di sinistra: in tutti e sei i Paesi esaminati (Italia, Spagna, Olanda, Germania, Regno Unito e Francia), gli intervistati di destra si sono dimostrati più propensi a vedere l’immigrazione come un problema rispetto a quelli di sinistra.

In tutti i Paesi esaminati i dati disponibili indicano che prevalgono nella popolazione gli immigrati con documento rispetto a quelli senza permesso di soggiorno. Tuttavia, la ricerca ha scoperto che gli intervistati ritengono più numerosi i ‘sans papiers’.

A guidare la classifica dei male informati gli italiani, che per il 66 per cento non conoscono la situazione e considerano chi non ha documenti la maggioranza, seguiti a distanza da spagnoli (al 55 per cento) ed americani (al 51 per cento).

Correttamente informati e consapevoli i tedeschi, che per l’80 per cento conoscono la situazione seguiti dai canadesi al 76, olandesi al 71, francesi al 69 e inglesi al 63.

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