La non-stop di cento radio, per il lavoro
Hanno risposto all’appello lanciato da RadioArticolo 1 e Radio Città Futura per denunciare gli effetti della crisi. Domani sera la diretta da un locale romano
Si chiama “mille ore per il lavoro” l’iniziativa messa in piedi da cento emittenti radiofoniche, chiamate all’impegno da RadioArticolo 1 (la web radio della Cgil) e da Radio Città Futura di Roma: appuntamento per domani attraverso “una lunga staffetta fatta di speciali, interviste, monografie dedicate ai diversi aspetti del mondo del lavoro”, come hanno spiegato gli organizzatori.
Trenta minuti della programmazione delle emittenti ruoterà attorno a temi incredibilmente scivolati in secondo piano “con la massima libertà d’approccio ed articolazione”.
Partendo proprio dal deficit informativo sulle conseguenze della crisi nella vita quotidiana delle persone in carne ed ossa (siano esse cassintegrate o direttamente espulse dal processo produttivo) e dalla richiesta di maggiore attenzione, “si darà voce a precarietà e disoccupazione, sicurezza sui luoghi di lavoro, difficoltà legate a buste paga e pensioni sempre meno in grado di assicurare certezze per il presente e speranze per il futuro”.
I protagonisti del particolarissimo happening saranno i lavoratori con le loro storie e le loro esperienze di lotta. A loro toccherà segnare l’importanza della giornata “on air” raccontando in diretta i drammi e le paure che agitano la difficile quotidianità sotto un capannone o dentro un ufficio, “con migliaia di persone che rischiano di restare sotto le macerie della crisi e delle mancate risposte di una nuova politica industriale ed economica”.
A questo proposito, da un paio di giorni l’Istat ha reso noti i sempre più allarmanti dati sul ricorso alle cassintegrazioni, così come continua inesorabile la strage di innocenti nei luoghi di lavoro, là dove migliaia e migliaia di persone vivono sulla pelle il dramma dell’insicurezza.
Si chiamava Diego Bianchina l’operaio umbro morto ieri alla Thyssenkrupp di Terni. Aveva 31 anni e attorno alle 11.45 è spirato dopo aver inalato vapori di acidi che stava travasando. Bianchina era addetto ai “servizi ausiliari” dello stabilimento e il cosiddetto “incidente” (come ipocritamente viene troppo spesso definito) è avvenuto all’ aperto: l’operaio – riferiscono le cronache – con un tubo stava travasando acido cloridrico da un serbatoio in alcune taniche e improvvisamente si è sentito male.
E’ barcollato cadendo subito dopo a terra. Trasportato con una ambulanza in ospedale, è morto durante il tragitto. I sindacati aziendali, poche ore dopo la tragedia, hanno immediatamente chiamato i colleghi allo sciopero e la produzione è stata bloccata per il resto della giornata.
Nelle stesse ore le lacrime di coccodrillo hanno invaso con la consueta puntualità i dispacci delle agenzie di stampa. Di certo, per spostare davvero il confronto sulle condizioni di lavoro e su tutte le incertezze che lo accompagnano, appare più utile un’iniziativa come quella organizzata dalle radio, sperando che l’impegno profuso alla vigilia dell’evento non resti episodico.
“A come Alcoa, Alitalia, Agile… il vocabolario della crisi cresce di giorno in giorno e tende all’infinito”. Da qui sono partiti i promotori della non-stop di giovedì che si concluderà con una diretta “live” nazionale dalla sala dell’Alpheus, storico e frequentato locale romano.
Qui, dalle 20 alle 22,30, si alterneranno personaggi del mondo della radiofonia (hanno garantito la presenza i conduttori della trasmissione Rai “Caterpillar”, Massimo Cirri e Filippo Solibello), dello spettacolo e del sindacato. Con brevi interventi e performance “testimonieranno la loro partecipazione ad un rinnovato rapporto tra cultura, informazione e mondo del lavoro”.
Paolo Repetto


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