Impunità per Berlusconi
Il Pd sembra possibilista Come lo spiegherà ai suoi elettori?
Sul tema di una legge che possa permettere al presidente del Consiglio di ‘saltare’ i processi fino al prossimo giro, ieri alcune dichiarazioni di Massimo D’Alema e della senatrice Anna Finocchiaro sembrano lasciare aperti alcuni spiragli.
Ha detto D’Alema: “La riforma della giustizia, per renderla migliore per tutti i cittadini, ci interessa e abbiamo le nostre proposte. Viceversa, quelle per fermare i processi a Berlusconi non sono riforme e non si può certo pretendere che l’opposizione le faccia proprie. Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini”.
Distinguere la riforma della giustizia dai guai di Berlusconi e dal processo breve è chiaro, ma che vuol dire “è quasi meglio che facciano una leggina ad personam”?
Per il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro sulla giustizia ci sono riforme da fare “perchè da 20 anni si discute di come avere celerità, affidabilità e certezza della giustizia e su questo ci sono le proposte del Pd, ma dall’altro lato ci sono disegni che tendono a limitare l’autonomia della magistratura ai quali il Pd rimane nettamente contrario”. Fin qui la stessa posizione di DAlema.
Poi sul ‘benefit pro Cavaliere’ e pensiero dell’ex ministro delgli Esteri, Finocchiaro ha spiegato: “D’Alema dice una cosa di buon senso: le leggi ad personam hanno normalmente scassato l’ordinamento. Vogliamo pensare alla Cirielli? O alla Cirami? Nel foro interno di chiunque si aggira l’idea di una legge che non scassi l’ordinamento”
Anche qui le parole sono nebulose: “Si aggira l’idea di una legge che non scassi l’ordinamento”. Così viene alla mente la posizione del leader dellUdc, Ferdindando Casini, che ha manifestato “contrarietà ad applicare ai processi in corso le norme-tagliola che vuole Berlusconi. Tuttavia siamo disposti ad affrontare il tema della tutela del premier nello svolgimento del suo mandato”.
L’abbassamento dei toni auspicato dal presidente della Repubblica è auspicabile, anche se è una chimera, ma comunque non può passare attraverso un meccanismo che vedrebbe un cittadino autorizzato a non essere processato perchè capo del Governo. Quella parte del Paese ancora in grado di comprendere il senso dei diritti civili non capirebbe perchè uno straniero è penalmente perseguibile per il ‘reato di immigrazione clandestina’ ed un miliardario-politico invece, grazie al suo ruolo, è autorizzare a governare nonostante sia sospettato di corruzione.


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