Il concorso? Carta straccia
La protesta di una dirigente scolastica siciliana in una lettera ad InviatoSpeciale
Caro InviatoSpeciale,
sono un dirigente scolastico che ha firmato un contratto di lavoro a seguito di regolare concorso indetto con Ddg 22 nov 2004. Nel mese di maggio, attraverso la stampa, apprendo che il Cgar (Consiglio di Giustizia Amministrativa) Sicilia, ribaltando le sentenze del Tar di Palermo, dichiara che le procedure concorsuali, relativamente alle ricorrenti, dovevano ritenersi annullate fatti salvi gli atti dell’amministrazione.
Il Cgar non ci ha coinvolti nella procedura e nessun avvocato nè alcun sindacalista, nè tecnico del nostro Ministero ha anche solo per un attimo creduto che la decisione potesse rivolgersi a tutti i vincitori del concorso. Da sempre infatti è compito dei tribunali amministrativi garantire le richieste dei ricorrenti se motivate, fondate e se ne ricevono un beneficio!
Solo nel mese di novembre scopriamo, con le argomentazioni della sentenza di ottemperanza, che il giudice consapevole dell’effetto dirompente intendeva annullare tutti gli atti concorsuali perchè la commissione era stata costituita in modo tale da non garantire la collegialità perfetta. Si sottolinea, tuttavia, che nel resto d’Italia tutte le commissioni e le sottocommissioni sono state soggette alle medesime regole e che comunque sarebbe stato compito del Tar del Lazio decidere in merito.
Oggi 426 persone con le loro famiglie si ritrovano a rischio di dover rifare ingiustamente e soprattutto senza aver recato alcun danno, nè aver rubato, nè aver truffato, le prove concorsuali. Questa vicenda ha travolto la mia vita, perchè spesso mi sento oggetto di accuse infondate come se avessi frodato lo Stato appropriandomi indebitamente di un ruolo che faticosamente ma con onestà mi sono conquistata.
Adesso, dopo la sentenza del Cgar Sicilia, che annulla il concorso, viene denigrata la mia dignità personale e professionale, creando uno stato di tensione e quasi di demotivazione nei confronti di una professione e di una professionalità conseguita con tanto studio e sacrificio e, a volte anche a discapito della famiglia e degli affetti. Mi sono interrogata più volte sulla meritocrazia, sulla trasparenza e ho agito sempre nel rispetto della norma e della legalità sia nella vita privata che nel mondo del lavoro. Sono stata sempre fiera di vivere in un Paese come l’Italia e ho sempre pensato alla mia nazione come uno Stato che salvaguarda i diritti di tutti i cittadini. Oggi ritengo che si cerchi di salvaguardare solo il diritto di pochi.
Da ora in avanti nessun vincitore di concorso, nessun idoneo incluso per effetto di leggi finanziarie in graduatorie permanenti sarà sicuro del posto di lavoro conquistato, la precarietà diventerà lo stile di vita e i concorsi dovranno vincersi in tribunale non nelle sedi concorsuali. La Costituzione piange vedendo i suoi cittadini la cui unica colpa è quella di aver vinto un concorso regolarmente.
Perchè noi 426 dirigenti siciliani dobbiamo pagare lo scotto di “errori” compiuti da altri? Perchè una procedura concorsuale espletata allo stesso modo su tutto il territorio nazionale viene messa sotto accusa soltanto in Sicilia?
Perchè il Cgar Sicilia ha accolto un ricorso già rigettato dal Tar? Perché il nostro governo, i nostri parlamentari restano indifferenti nei confronti di tanta ingiustizia? Perché ci si accanisce a voler riproporre un concorso ordinario che mette sullo stesso piano professionisti che hanno già superato più prove di selezione, corsi di formazione e tirocinio con gente che per ben tre volte ha visto bocciati i propri elaborati?
Perché nessuno propone di monitorare e valutare con prove oggettive l’operato di questi tre anni di servizio prestato dai 426 dirigenti delle scuole siciliane che probabilmente verranno “licenziati”? Forse solo perché siamo siciliani!
Dott.ssa Gaetana Maria Barresi


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