Gli stupidi sostenitori di Tartaglia
I fan dell’aggressore di Berlusconi protagonisti della rimonta del premier.
I drammatici risultati di un sondaggio realizzato da Renato Mannheimer mostrano un Paese decisamente in crisi di identità . Massimo Tartaglia ha fatto crescere i consensi (già alti) verso il premier. Il ricercatore ha scritto su ‘Il Corriere della Sera’: “La popolarità di BerluscoÂni si è accresciuta. Lo indica anche il giudizio sul presidente del Consiglio: a metà novembre, il 48,6 per cento degli italiani dava una valutazione positiva del Cavaliere. Oggi questa quota è salita al 55,9 per cento. Il trend si è manifestato in tutti i settori dell’elettoraÂto, con una particolare intensità però tra i più gioÂvani, e tra i cattolici praticanti. Il livello del consenÂso è naturalmente molto più elevato tra gli elettori del Pdl (95 per cento) e della Lega (77 per cento)”.
Sconfortante anche la cultura politica di parte degli oppositori: il 20 al 25 per cento degli italiani approva la follia di Tartaglia, perchè ritiene che il presidente del Consiglio si un pericolo per il Paese. Fascisti di ‘sinistra’, insomma, ed anche in gran numero, persone secondo le quali il dibattito politico comprende l’eliminazione fisica dell’avversario. Si comincia col capo del partito avversario e poi si finisce fatalmente con gli ‘amici dissidenti’, come nella peggiore tradizione stalinista.
Ai fautori della ‘punizione materiale’, però si associa anche un gruppetto singolare. Dopo l’attentato di Piazza del Duomo, secondo lo studio di Mannheimer tra “i votanti per l’opposizione, prevalgono ovviamente i giudizi criÂtici verso il premier, che superano qui l’80 per cento. Ma anche in questo caso si registra comunque un auÂmento delle valutazioni positive per Berlusconi che raggiungono, ad esempio, il 17 per cento tra gli elettori del Pd”. L’oggetto lanciato contro il Cavaliere lo ha reso ‘più simpatico’ anche in parte dell’opposizione.
Comunque sia il Paese è sempre più radicalizzato, diviso tra berlsusconiani e antiberlusconiani. Secondo la ricerca “il favore verso il CavaÂliere ha mostrato una crescita nella sua diffusione e, specialmente, nella sua intensità . Al tempo stesso, sull’altro fronte, si sono accentuate — pur restando minoritarie — le opinioni più radicali, di aperta ostiÂlità verso la persona del presidente del Consiglio. Tanto che, sulla base di diversi sondaggi effettuati in questi giorni, si può stimare che una quota oscilÂlante dalpiù importante, però, è la creÂscita di popolarità tra chi dichiara di essere oggi perplesso su quale partito votare: nel segmento cruciale degli indecisi, il consenso per Berlusconi giunge oggi al 58 per cento. Un dato assai promettente in vista delle — ancora lontane, ma sempre più viciÂne — elezioni regionali di marzo. Questo clima di opinione più positivo per il CaÂvaliere si riflette anche sui giudizi riguardo all’opeÂrato del governo. Che raccoglie oggi nuovamente più del 50 per cento di valutazioni favorevoli, questa volta specie tra i più anziani, con una crescita rispetto ai mesi scorsi. Nell’insieme, dunque, ad una parte di cittadini sempre più favorevole a Berlusconi, si contrappoÂne un’ostilità sempre più intensa. Tanto che la fratÂtura tra le opposte opinioni e appartenenze che si sta sviluppando oggi appare, in certi (per fortuna limitati) casi, simile al tifo”.
Il quadro generale, al di là dei numeri, rimane stabile e mostra l’assenza di una strategia autonomadell’opposizione, slegata dal berlusconismo ed in grado di mostrare una strada diversa, non alternativa a quella del centro destra, ma semplicemente differente per Dna.
Fino a quando il presidente del Consiglio sarà l’ago della bilancia è destinato a vincere, perchè possiede maggiori mezzi di comunicazione ed ha la chance di decidere l’agenda del dibattito. Il progetto di trasformare il Paese in una azienda nella quale assumere il ruolo di amministratore unico, quindi, va avanti spedito, ed il Cavaliere all’indomani dell’aggressione è già tornato ad ingabbiare l’opposizione nel fatuo dibattito sulle riforme.
Qualunque cosa accada ha vinto un’altra volta, perchè il centro sinistra dovrà subire la sua pressione, potendo al massimo limitare i danni. Dopo un presumibile trionfo alle regionali la strada sarà tutta in discesa e l’Italia spa che tanto desiderà potrebbe cominciare a prendere forma con rinnovato vigore.


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