Carceri: da cinque mesi in attesa di un intervento chirurgico
Ad un detenuto sarebbe negato anche il diritto alla salute.
Da 5 mesi un detenuto di 56 anni del carcere di Regina Coeli, a Roma, attende che uno degli 11 ospedali della capitale lo operino per asportare un probabile papilloma vescicale.
Lo ha segnalato, in una nota, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. “Purtroppo quello di Giuseppe non è un caso isolato – ha detto Marroni – È l’emblema di come non funziona l’accesso alle cure al di fuori del carcere. Il sistema non è migliorato con il trasferimento alle Asl della medicina penitenziaria”.
L’odissea di Giuseppe, ha raccontato Marroni, comincia quando entra in carcere il 22 maggio scorso. Pochi giorni dopo gli viene diagnosticato, con un’ecografia, un probabile papilloma vescicale di circa 15 millimetri. Il 5 giugno la direzione sanitaria di Regina Coeli invia una richiesta per una sorta di biopsia per verificare la natura del papilloma. La richiesta viene inviata agli ospedali Pertini, San Camillo-Forlanini, San Filippo Neri, San Giovanni, Santo Spirito, FatebeneFratelli e Umberto I. Il 3 luglio Giuseppe fa un visita urologica propedeutica all’intervento al San Camillo da cui si evidenziava che la formazione era di 18 x 11 millimetri. Il 2 settembre la direzione sanitaria invia una richiesta di intervento a 11 ospedali, tra questi anche Ifo e Cristo Re. Giuseppe attende ancora l’intervento nonostante il carcere rinnovi ogni settimana la richiesta.
“È sconcertante – ha detto Marroni – che gli ospedali hanno inviato un fax con su scritto ‘non disponibile posto letto’ o solo ‘no’”.


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