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Berlusconi, l’uomo con le ‘palle’

Autore: . Data: venerdì, 11 dicembre 2009Commenti (0)

Il presidente del Consiglio prosegue la sua elementare offensiva mediatica e tutti ci cascano.

berlusconiIeri, parlando a Bonn al congresso del Ppe, il Cavaliere ha ripetuto il ritornello ormai abituale col quale attacca giudici e magistratura. Tra le regole elementari della comunicazione esiste quella che prevede l’uso della ‘ridondanza’. In parole semplici e con forse eccessiva sintesi si può dire che è ridondante ogni messaggio nel quale dalla comparsa di un elemento può prevedersi la comparsa di un altro elemento successivo e dove più di un elemento svolge la stessa funzione.

Si tratta di regolette da venditori di enciclopedie ‘porta a porta’ (senza voler sminuire le capacità e le fatiche di quel tipo di lavoratori), facilmente riconoscibili e nello stesso tempo per nulla complicate da smontare, sapendolo fare.

Che ha detto per l’ennesima volta il premier? “La sovranità sta passando al partito dei giudici – ha proclamato con tono sdegnato -. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge. Stiamo lavorando per cambiare questa situazione anche attraverso una riforma della Costituzione”.

L’attacco al nuovo pungiball, la Consulta, è la ripetizione di concetti già espressi: “Da organo di garanzia si è trasformata in organo politico – ha aggiunto ‘Papi Silvio’ -. Abrogando il Lodo Alfano ha praticamente ha detto ai pubblici accusatori: riprendete la caccia all’uomo nei confronti del primo ministro”. Sempre seguendo le regoline della ‘ridondanza’ poi ha proseguito: “Abbiamo avuto purtroppo tre presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra”.

A furia di ripeterlo può sembrar vero, ma non è così. Oscar Luigi Scalfaro è stato sempre democristiano, Carlo Azeglio Ciampi in giovinezza aderì al Partito d’azione, ma ha sempre mantenuto una linea rigidamente liberalsocialista e solo Giorgio Napolitano, uno dei leader storici del disciolto Partito comunista italiano, può essere indicato come un presidente a tutti gli effetti di sinistra. Salvo che per carattere personale e scuola politica è, se fosse possibile esserlo, fin troppo neutrale.

Quindi il presidente del Consiglio ha tirato fuori i numeri: “Sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 giudici si sono interessati di me, 587 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di finanza, 2520 udienze: credo che sia il record universale della storia, ma sono stato sempre assolto perché per fortuna è solo una parte dei giudici che sta con la sinistra, mentre i giudici soprattutto del secondo e terzo livello sono giudici veri come negli altri Paesi”.

Si tratta di una minestra ripassata. A Bruno Vespa, in una intervista di poche settimane fa, aveva snocciolato: “Più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti”. Una frase imparata a memoria, con cifre che sarebbe interessante verificare, e che viene pronunciata ciclicamente, coi magistrati e le udienze che aumentano e le prescrizioni che si trasformano magicamente in assoluzioni e la variabile delle ‘spese sostenute’ che a seconda dell’uditorio viene o no resa nota. Ad alcuni sentir parlare di soldi potrebbe non piacere, altri lo trovano interessante.

Berlusconi ha ribadito poi che “in Italia non c’è l’immunità parlamentare, in Italia i pm non dipendono dal governo e si è formato nella sinistra un partito dei giudici, non riuscendo la sinistra che è divisa e allo sbando, ad avere ragione attraverso la politica, cerca di avere ragione del centrodestra attraverso i processi”.

Questo è l’articolo 68 della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazione, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza”. Allora perchè si continua a sostenere che non c’è l’immunità parlamentare?

Per concludere l’Uomo di Arcore ha tirato fuori anche il suo abituale linguaggio da maschio latino (negare sempre e mostrare gli attributi): “Abbiamo una maggioranza coesa e forte e un premier super. C’è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi delle calunnie su tutti i fronti, ma chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: “dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?”".

La scenetta tedesca di ieri ha di nuovo sollevato le ire della ormai catatonica opposizione, lo sgomento della ‘sinistra giornalistica’, le prese di distanza del presidente della Repubblica e di quello della Camera.

Nessuno sembra accorgersi che il Cavaliere parla per essere ripreso da Canale 5 in qualche programma del pomeriggio, citato da Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Tg del ‘La7′ e per chi lo segue ‘StudioAperto’ ormai quasi sempre al lavoro a ‘reti unificate’ e per ottenere l’attenzione di Santoro o Ballarò, farsi intervistare ancora a ‘Porta a Porta’, coinvolgere gli spettatori de ‘Il Grande fratello’, ‘Festa italiana’, ‘Pomeriggio sul Due’, Forum’, ‘Uomini e donne’ e programmi simili.

Come un comico che rimesta sulla battuta fino a scatenare le risate, il premier ripete in modo instancabile sempre le stesse cose, ottenendo risposte altrettanto prevedibili. Mai nessuno lo incalza sul suo stesso terreno, smaschera l’uso elementare della ‘ridondanza’, cerca di capire se dati, cifre, numeri, statistiche, affermazioni siano vere o più banalmente confezionate per ottenere risultati utili.

Il ‘Grande comunicatore’ in realtà combatte a mani basse, trovandosi di fronte dei dilettanti, incapaci di opporre ad un copione scritto senza neppure troppa fantasia (quasi la televendita di un materasso) un vero programma politico, delle idee credibili, un progetto in grado di smantellare le pericolosissime spinte reazionarie che stanno dietro le scenggiate ad uso della tv.

Ci sono la gravità della crisi, la mancanza di lavoro, il razzismo che dilaga, l’imbarbarimento delle relazioni sociali, il boom della superficialità culturale. Domani il ‘ridondante’ premier si occuperà di mafia, dopodomani di terremoti o spazzatura,  poi di nuovo di giudici e così via. Ed i suoi ‘dipendenti’ faranno lo stesso, fino a quando non sarà più necessario, perchè il teatrino chiuderà per lasciare spazio al sonno. Quello della ragione.

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