Berlusconi: la settimana di fuoco si è conclusa in una bolla si sapone
L’arrembaggio di un’opposizione senza idee rafforza il Cavaliere.
Titoli di giornali sulle litigate con Fini, annunci di mirabolanti prossime dichiarazioni del collaborante Spatuzza, masse viola pronte a conquistare piazza San Giovanni a Roma ed infine gli arresti di due mafiosi più o meno influenti hanno fatto infine dichiarare al premier: “Nessun governo nella storia ha fatto un contrasto così forte alla mafia e a tutta la criminalità organizzata: i numeri parlano da soli: abbiamo sequestrato 12mila miliardi di euro tra soldi e beni a persone appartenenti a organizzazioni mafiose, 17 fra i 30 più pericolosi latitanti sono stati assicurati alle patrie carceri e sono molte centinaia le persone sospettate assicurate alla giustizia, in più abbiamo messo a segno qualcosa come 90 blitz contro la malavita. Credo che siano risultati enormi e tutti gli italiani felici”.
E’ mai possibile che armi spuntate dell’opposizione e propaganda governativa possano trasformare la realtà in un teatrino?
Il caso Fini
In vista delle elezioni regionali di marzo nel Pdl si stanno preparando le offensive finali contro le ultime retrovie dell’opposizione. Il progetto Italia spa di Berlusconi non piace al presidente della Camera, che tuttavia è debole, perchè ha perso quasi tutti i suoi colonnelli (ormai stabilmente accampati a Palazzo Grazioli) e da Montecitorio si controllano poco e male gli ex fedelissimi di An. Il presidente della Camera andrà avanti a lungo nel suo ‘stop and go’, fino a quando non avrà deciso cosa fare da grande, ovvero se tentare la via della formazione di un partito di destra di tipo francese o se rimanere a traccheggiare nel Pdl, sempre più preso in ostaggio dell’Uomo di Arcore. Intanto nei piani alti del centro destra hanno capito bene che di lui possono fare agevolmente a meno.
L’opposizione del Pd
Nel partito la confusione regna sovrana, anche dopo l’elezione di Bersani. In realtà si tratta di una forza politica che non esiste, essendo una somma di identità , culture e potentati in conflitto tra loro. Nessuno nel Paese è informato su cosa vogliano fare le tante correnti dell’agglomerato ‘riformista’ per contenere la disoccupazione, combattere il razzismo dilagante, rilanciare la questione morale e quale sia la strategia per rifondare la sociatà italiana ormai sprofondata in un baratro di immobilismo, disilluzione e smarrimento. Il partito sabato a Roma c’era e non c’era, nel senso che la vigorosa Rosi Bindi partecipava ed il senatore La Torre contemporaneamente dichiarava: “Non vado al No-B day. Ho un’idea del rapporto tra partiti politici e movimenti della società che deve fondarsi su una reciproca e assoluta autonomia”. In pratica: se Amnesty International organizza un corteo contro la pena di morte in Cina lui non partecipa, perchè ne ‘rispetta l’autonomia’.
Di Pietro
Sembra abbia pagato alcune spese del No-B day, forse il palco. L’Italia dei valori c’era, ma rimane ancora oscuro cosa il partito dell’ex magistrato di ‘Mani pultite’ proponga oltre alla indispensabile moralizzazione della politica e del Paese. Sarebbe utile avere qualche cenno concreto su cosa propone quel partito per la ricerca, il mercato del lavoro, lo sviluppo urbanistico, ecc.
La sinistra ‘giornalistica’
Guidata dal gossip di alcuni quotidiani e da televisivi varied eventuali continua ad inseguire gli scandali che circondano il presidente del Consiglio, senza riuscire a comprendere che il consenso conquistato dal ‘grande comunicatore’ ha radici ben profonde, radicate nel melmoso pantano nel quale presunti vip del piccolo schermo si mescolano con le ultime banalità sentimentali di qualche siliconata show girl alle prese col calciatore di turno, tra feste e festini un po’ scosciati, chiacchiere tv a tutta forza, ragazzi interessati solo dal campionato di calcio, barzellette da caserma e sceneggati televisivi supervisti nei quali famiglie più o meno felici vivono in villette a schiera mentre nonno Libero impazza col suo moralismo ottocentesco.
I soci del club, diventati guru, si sono sistemati in riserve indiane ben protette, nelle quali ci si oppone e si guadagna anche bene, perchè i diritti sui libri, i contratti televisivi e le parole di fuoco attraggono un ‘target’ sicuro, quello degli sdegnati alla ricerca di una rassicurazione e di un conforto. Consumatori disposti a comprare, guardare e tifare, ma ignari del fatto che in anni ed anni di ‘denunce mediatiche’ non un solo elettore di centro destra ha cambiato schieramento. E questo qualcosa vorrà dire.
Lo ‘scoop’ Spatuzza
Per chi ha avuto la pazienza di ascoltare tutta la testimonianza del mafioso è stata chiara l’apoteosi del nulla. Il criminale ha affermato di aver sentito dire da un suo collega (“un padre, per me”, così ha definito Giuseppe Graviano ) che con Berlusconi e Dell’Utri la mafia di Palermo aveva sostiutuito “quei crasti dei socialisti”, (per i non esperti di lingua siciliana vuol dire più o meno “quei cornuti”), con gente più seria.
Prove zero, verifiche impossibili, fatti a conforto della dichiarazione nessuno. Solo un elemento sul quale forse riflettere: l’apertura di un negozio Standa (all’epoca catena del Cavaliere) nel capoluogo siciliano, l’unico della città e proprio nel quartiere Brancaccio, quello controllato dai Graviano. Davvero un po’ poco per dimostrare la veridicità delle tesi del mafioso a suo dire indirizzato adesso verso le vie del Signore e della fede.
I viola del No-B Day
Sabato comparsi per l’appuntamento partito da Facebook per dimissionare il premier. Manifestazione chiamata in inglese, forse in omaggio al 90 per cento della popolazione del Belpaese che non sa neppure che vuol dire ‘yes’. Oltre alla propaganda è stata una mesta raccolta di cittadini senza prospettive in una piazza romana che in passato aveva visto le grandi battaglie popolari del movimento operaio e democratico italiano. Novantamila o un milione e passa (a seconda dei rilevatori) di persone che non ascoltavano i discorsi degli oratori e parlavano poco tra loro. Cittadini pronti a testimoniare il proprio dissenso, ma muti. C’erano anche alcuni gruppi di ‘comunisti’, ognuno con una propria siglia, una propria bandiera ed un volantino quasi mai stampato su carta riciclata. E poi decine di ragazzi, dei quali un certo numero, alle sette di sera, impugnava una bottiglia non molotov, ma di lambrusco ed ai quali chiedere chi fossero Galeazzo Ciano o il maresciallo Graziani, Terracini o Junio Valerio Borghese, Luigi Longo o Ferruccio Parri era del tutto inutile. Molti di loro erano più attenti ad ascoltare il rap di ‘er Patata’, sparato a tutto volume dal camioncino di un qualche centro sociale, mentre a poche centinaia di metri parlava Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato assassinato con la sua scorta da Cosa nostra.
Il governo
La polizia ha arrestato due presunti boss mafiosi e tutti esaltano l’evento. Il ministro Maroni e Berlusconi sono gonfi di orgoglio. Peccato che Gianni Nicchi, 28 anni e detto ‘U picciotteddu’, fu definito dal pm Francesco Del Bene un semplice killer, mentre il pubblico ministero antimafia Antonio Ingroia dichiarò che Nicchi appare troppo giovane per comandare qualcosa.
Per Gaetano Fidanzati, poi, i suoi 74 anni parlano di un ‘pezzo grosso’ del tempo che fu. Oggi è quasi certamente fuori dai giochi veri. Per comprendere se la mafia o le altre organizzazioni criminali abbiano subito reali colpi ‘mortali’ basterebbe guardare a chi controlla vaste aree della Sicilia, della Calabria, della Campania. Ma il premier ha le idee chiare anche su questo: “La mafia è un fenomeno assolutamente contenuto: pericoloso, da estirpare, ma contenuto”.
La settimana ‘difficile’ per il presidente del Consiglio si è risolta nel nulla. Intanto la tv a reti unificate sforna senza soste servizi sull’arresto di due mafiosi. Dalla poltitica, quella vera, nessun segno di vita.
SI aspetta la prossima offensiva contro il governo. Se ci saranno ancora truppe disponibili, perchè continuando così è probabile che le diserzioni crescano ancora e questa sarebbe la peggiore delle sconfitte possibili.


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