Attacco alla rete
Il governo tenta di limitare la libertà di espressione ed insiste con le misure restrittive.
Ieri mattina il Consiglio dei ministri ha trovato un’intesa su un disegno di legge con cui verranno individuate nuove norme per il web e le manifestazioni. Il testo non è stato approvato perchè alcuni punti debbono essere ancora definiti.
Ma l’iter sarà rapido, tanto che già nel pomeriggio di ieri si sono riuniti i tecnici dei vari ministeri coinvolti per risolvere i problemi.
Intanto, con una dichiarazione allarmante il presidente del Senato, Renato Schifani, ha auspicato un intervento legislativo di ‘controllo sulla rete’, ma “avendo come faro di riferimento la libertà di espressione”. Insomma, la demagogia degli esponenti del centro destra è di giorno in giorno più estrema.
Schifani ha anche sostenuto che il Parlamento “deve fare qualcosa”, mentre parlando di Facebook, ha spiegato che sul social network si leggono “dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni ’70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange”.
E’ sconcertante assistere alla demonizzazione della Rete, accusata di veicolare violenza, mentre esponenti governativi, come il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, già iscritto alla loggia massonica P2, propone all’aula liste di proscrizione degli avversari politici del centro destra ed attacca magistrati e giornalisti, mentre alcuni giovani del Pdl sono arrivati a chiedere lo scioglimento di alcuni partiti politici che contestano il Cavaliere.
In questi ultimi giorni, dopo l’aggressione di un folle a Berlusconi, l’aria che si respira nel Paese è pesantissima. Le televisioni (tutte direttamente o indirettamente controllate dalla maggioranza) insistono nel parlare di “necessità d pacificazione”, lasciando intendere che l’opposizione è responsabile di uno stato di violenza diffusa.
Nello stesso tempo si mandano in onda non pochi servizi sul premier che ricordano materiali propagandistici da ex Unione Sovietica, nei quali sono presenti contenuti da ‘culto della personalità ’.
Sulle misure restrittive del diritto d’espressione Luca Nicotra (Segretario dell’Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) hanno detto: “Sono gravissime le notizie di una intesa su un disegno di legge che individua norme per introdurre restrizioni alla libera espressione del web. Ancora più gravi le dichiarazioni del ministro Matteoli che conferma norme per ‘sanzionare chi supera determinati limiti’. Ma chi lo decide chi supera certi limiti, se non la giustizia mediante giusto processo?”.
Nicotra e Cappato si chiedono “a cosa servono nuove norme se, come abbiamo ribadito in questi giorni, gli strumenti di legge per perseguire i reati commessi in rete esistono già e sono le stesse che funzionano fuori dalla rete?. Avevamo chiesto con forza al governo di non proseguire nei suoi intenti di proporre in modo urgente iniziative per la limitazione dell’espressione sul web. Norme liberticide e che possono avere un’impatto enorme sullo sviluppo della rete. Dopo questo annuncio siamo pronti da subito ad una grande battaglia politica, innanzitutto all’interno del Parlamento, che vogliamo spingere a riprendere il suo ruolo di sede della discussione pubblica nel paese, calendarizzando un grande dibattito su cosa è oggi Internet, e sulle possibilità che offre per lo sviluppo di una società aperta. Ma siamo già pronti a mobilitarci fuori dal parlamento, dando supporto a quella società civile che già in queste ore è in agitazione e, se sarà necessario ricorrendo alla nonviolenza”.


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