A marzo primo sciopero dei migranti
L’iniziativa è partita in Francia ed è stata rilanciata in Italia su Facebook affinchè “sia riconosciuta la loro fatica”
“Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno?”
La domanda non è peregrina e, a dir la verità, non se la sono posta per primi gli antirazzisti italiani. “La journe’e sans immigre’s : 24h sans nous” è stata pensata in Francia, dove i promotori hanno fissato una data per l’evento: 1° marzo 2010.
Su Facebook un gruppo di italiani ha raccolto la sfida, lanciando per la stessa data “24 ore senza di noi”: sciopero degli immigrati in concomitanza con quello dei Sans Papiers e grande manifestazione di protesta “per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società”.
L’iniziativa sta avvendo un certo successo, almeno sul famoso social network: 4.207 iscritti in pochi giorni alla pagina intitolata all’iniziativa, dietro un logo che riproduce i tanti volti dell’immigrazione e con la speranza di contribuire ad un mondo migliore, più solidale, nel quale i diritti civili e sociali siano davvero considerati inalienabili.
I promotori si dicono però consapevoli dei limiti della dimensione virtuale e si propongono “di uscire il prima possibile dal web” per “creare comitati di cittadini a stretto contatto con gli immigrati, non sempre collegati al social network”, come spiega Stefania Ragusa, ideatrice del Gruppo insieme a Daimarely Quintero. “L’ispirazione ci è stata data dall’analoga manifestazione organizzata per il prossimo primo marzo in Francia, ma la spinta è giunta anche con il successo del ‘No B Day’, promosso principalmente attraverso Facebook”.
Il “manifesto” degli organizzatori si articola a partire da un presupposto: “Che la fatica quotidiana degli immigrati impegnati a lavorare nel nostro Paese e per il nostro Paese, spesso in condizioni durissime e in violazione dei più elementari diritti umani, venga riconosciuta e apprezzata” e “che finisca, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone”.
Al movimento hanno aderito “cittadini di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico, immigrati, discendenti di immigrati e autoctoni”, tutti “accomunati dalla consapevolezza di quanto sia importante, da un punto di vista sociale, culturale e economico, l’apporto dell’immigrazione al nostro Paese”.
Se inizialmente la sortita dei volonterosi antirazzisti di Facebook poteva apparire come un’utile provocazione, di giorno in giorno la proposta di sciopero si fa più concreta. Sono state messe in cantiere iniziative territoriali di presentazione dell’evento, che consentirà di fare luce su un fenomeno del quale si parla molto ma spesso a vanvera, tra pulsioni demagogiche e assenza di politiche di integrazione socio-culturale.
Nonostante il mondo non abbia mai registrato così tanti migranti: 240 milioni di persone risultano emigrate all’estero, come ha segnalato recentemente il responsabile dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), William Lacy Swing, che ha messo in guardia dagli stereotipi e dalla criminalizzazione dei migranti.
”Se i 240 milioni di migranti si costituissero in un Paese – ha aggiunto – sarebbero nella lista dei primi dieci, anche in termini di Prodotto interno lordo. Se si pensa agli oltre 300 miliardi di dollari annuali di rimesse garantite dei migranti stessi”.
Paolo Repetto


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