Tarantini va oltre le escort
L’imprenditore pugliese avrebbe cominciato a parlare dei politici coinvolti nell’affaire.
Ha fatto i nomi di politici, di ex amministratori locali, di medici e di manager della sanità pugliese l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, che la scorsa settimana è stato interrogato per due giorni da tre magistrati del pool sanità della procura di Bari in una caserma della Guardia di finanza.
I nomi rivelati – si è saputo – sono di persone che in Puglia gestiscono il business della sanità, alle quali l’imprenditore si è rivolto per creare un “sistema” ben oliato che gli avrebbe consentito di fare affari per assicurare alle proprie società guadagni facili e ingenti.
Gli interrogatori, durante i quali Tarantini ha tenuto un atteggiamento collaborativo – a quanto si è saputo – hanno riguardato per la prima volta, in modo concreto, episodi di corruzione nel settore della sanità pugliese, filone questo su cui negli ultimi tempi si sta concentrando in modo prevalente l’attenzione della procura.
Fino ad oggi i media sono interessati alle escort che Tarantini ingaggiava e inviava anche nelle residenze del premier Silvio Berlusconi, tralasciando la parte più grave dell’inchiesta.
Negli interrogatori in corso sarebbero emersi fatti nuovi che non si sono tramutati in nuove contestazioni per l’imprenditore barese. Le domande avrebbero riguardato tre fascicoli aperti nei mesi scorsi relativi alla rete corruttiva organizzata da Tarantini per influenzare le decisioni e le determinazioni di medici e di dirigenti sanitari sull’acquisto di protesi distribuite dalle sue società.
La domanda di fondo rimane ancora senza risposta: perchè se Tarantini operava solo in Puglia ha deciso di impegnare non meno di 400 mila euro per l’estate sarda?


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