Spataro: non si esageri col pericolo terrorismo
Secondo il magistrato è giusto vigilare, ma al momento non esiste alcun elemento di preoccupazione.
Armando Spataro, Procuratore aggiunto di Milano ed impegnato in numerosi processi contro il terrorismo ha detto ieri durante il programma di Lucia Annunziata su Raitre: “Guai a generare allarmi che sono esagerati, che possono anche spingere i cittadini ad accettare sacrifici delle loro libertà ”.
Riferendosi ad alcune ‘premonizioni’ espresse nei giorni scordi da importanti esponenti del governo e secondo le quali ci sarebbero connessioni tra terrorismo integralista e presunte nuove formazioni armate italiane, il giudice ha aggiunto che “non c’è nessun elemento”, mentre “solo con l’attentato del 22 ottobre a Milano (alla Caserma Santa Barbara, ndr) ci siamo trovati per la prima volta di fronte ad un attentato, fino a quel momento i cosiddetti terroristi islamici sono stati condannati al massimio per attività preparatoria. Al momento si può ragionevolmente affermare che si trattasse di un nucleo sganciato da una ipotetica organizzazione terroristica mondiale. Del resto secondo gli addetti ai lavori al Quaeda non esiste neppure più come organizzazione, è più un marchio che altro”.
Spataro ha insisito: “Comunque noi continuiamo a lavorare, ma guai a generare allarmi che sono esagerati, che possono anche spingere i cittadini ad accettare sacrifici delle loro libertà . Quanto poi a collegamenti con il nostro terrorismo, non c’è nessun elemento, questa è l’opinione di tutte le procure italiane. Maroni, in un’intervista, ha detto che non c’è prova di questo collegamento, ma che è giusto lavorare su tema, in questi termini io condivido la sua posizione”. Sul terrorismo italiano, in rapporto ad alcuni documenti recentemente recapitati a quotidiani, ha siegato che “in passato episodi di questo tipo sono poi stati riconducibili a singole persone”.
Il Procuratore ha anche affermato di non accettare “che qualcuno dica che non si può lottare contro questo terrorismo con il codice in mano”, e sulla vicenda Abu Omar ha specificato di non aver avuto “assolutamente alcuna pressione nè dal governo Prodi nè dal governo Berlusconi”.
Di “pressioni tremende” aveva parlato il suo collega Pomarici ma, ha spiegato Spataro, “si riferiva a interventi a mezzo stampa da parte di personalità politiche, mentre io mi riferisco a pressioni dirette. Piuttosto, come spesso ho spiegato ai giornalisti stranieri, è stato possibile portare avanti il processo ed arrivare a sentenza perchè in Italia il pm è totalmente indipendente dall’esecutivo, è la sua indipendenza è accresciuta dall’obbligatorietà azione penale. Pressioni dagli Usa?, men che meno!”.
Altro discorso, per Spataro, quello dell’opposizione del segreto di Stato, sia con il Governo Prodi sia con il Governo Berlusconi: “Il segreto di Stato è anche un’opzione giuridica, bisogna vedere come è stato applicato. Per la giustizia le zone grige non esistono, non sono d’accordo sulle modalità con cui è stato applicato a questo caso», dice Spataro e ribadisce che la procura potrebbe ricorrere in appello ma «bisogna aspettare che il giudice depositi la sentenza”.


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