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Sanità privata, protestano i lavoratori lombardi

Autore: . Data: martedì, 17 novembre 2009Commenti (0)

Senza contratto da 47 mesi, hanno presidiato ieri un ospedale milanese. Puntando il dito contro il governatore Formigoni

sanitàPrivataSi è svolto ieri a Milano, davanti all’ospedale Galeazzi, un presidio dei lavoratori lombardi della sanità privata, organizzato dai tre sindacati confederali della funzione pubblica (Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl). La manifestazione è stata indetta in concomitanza con lo sciopero di una categoria che attende il rinnovo del contratto da ben 47 mesi e che ha avuto come obiettivo quello di sollecitare la Regione per lo sblocco della vertenza stessa.

Davanti al noto istituto ortopedico si sono riuniti un migliaio di lavoratoriche, oltre a spiegare le ragioni della protesta, hanno anche chiesto un incontro con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, per sollecitare un intervento istituzionale utile a sbloccare un confronto dalle caratteristiche ormai grottesche.

“La situazione è insostenibile e inaccettabile – hanno spiegato – nella nostra regione sono oltre 13mila gli operatori sanitari che quotidianamente nelle strutture associate Aiop assicurano prestazioni e servizi sanitari di qualità e eccellenza ai cittadini, con gli stipendi fermi da quattro anni, mentre i loro datori di lavoro ricevono dalla Regione risorse economiche pubbliche rivalutate con il sistema degli accreditamenti”.

In effetti quanto sta accadendo è ancora più paradossale se si pensa che la Lombardia (per volontà del suo Presidente) sostiene a spron battuto la parità pubblico-privato dei servizi proprio nell’interesse dei cittadini. Rimane da capire come sia possibile applicare realmente tale premessa mantenendo in una condizione contrattuale palesemente inaccettabile migliaia e migliaia di lavoratori.

“La qualità dei servizi e dell’assistenza erogati ai cittadini – hanno sostenuto i sindacati durante il presidio milanese – merita riconoscimento e rispetto della dignità professionale e del merito. Gli operatori della sanità privata in Lombardia, ogni giorno con la propria dedizione continuano a garantire le cure e i servizi alle persone, mentre prosegue la mobilitazione che dovrà portare alla firma del rinnovo del contratto”.

La parola, dunque, passa alla politica: “Occorre – hanno osservato i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – un impegno concreto da parte delle istituzioni, che favorisca la soluzione positiva della vertenza, a partire proprio dal rinnovo del contratto di lavoro quale elemento ineludibile per l’adeguamento delle tariffe di rimborso per i soggetti accreditati. Chiediamo all’Assessorato alla Sanità – hanno concluso – che il rispetto del contratto nazionale diventi requisito indispensabile ai fini dell’accreditamento delle strutture sanitarie”.

Sulla vicenda è intervenuto ieri Gianni Pagliarini, segretario lombardo del Pdci: “Gradiremmo sapere – si è domandato polemicamente Pagliarini – che cosa stia pensando il presidente Formigoni, grande accusatore dei servizi pubblici e principale sponsor del privato, dello stato di salute degli oltre 130mila operatori della sanità privata che attendono da 47 mesi il rinnovo del contratto nazionale di lavoro”.

Si tratta “di una vicenda inaccettabile – ha aggiunto – specchio dei drammatici tempi che stiamo vivendo, una vicenda che entra nelle dinamiche più perverse della politica italiana: il governo e i suoi sostenitori, sparsi per le giunte regionali, utilizzano infatti l’argomento della crisi economica per negare il futuro a milioni di cittadini, da un lato precludendo i rinnovi contrattuali e dall’altro assumendosi la responsabilità del peggioramento dei servizi sanitari”.

Pagliarini ha infine solidarizzato “con convinzione con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali che denunciano ogni giorno la politica antipopolare di chi spaccia per ‘libertà’ il pervicace tentativo di discriminare interi settori della popolazione italiana”.

Paolo Repetto

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