Marrazzo e i trans, ecco il Comitato contro il degrado
I cittadini di via Gradoli si sono organizzati in un’associazione “per la tutela e l’ordine” nella strada romana tanto chiacchierata: ha vinto un’altra volta la paura
Stanchi del via vai di clienti alla ricerca di transessuali, hanno evidentemente sfruttato i riflettori accesi da qualche settimana sul fenomeno-trans per dare fiato alla loro protesta: stiamo parlando di alcuni cittadini di via Gradoli che, sull’onda del caso-Marrazzo, hanno fondato il “Comitato per la tutela e l’ordine in via Gradoli”, con sede proprio presso la portineria del noto numero civico 62. Quello della transessuale Natalì, per capirci.
Nell’appello-petizione che accompagna la nascita del Comitato (indirizzato alle locali stazioni di polizia, carabinieri, vigili urbani, presidenza del Municipio di competenza oltre che agli organi di informazione, e che verrà proposto per la firma agli abitanti del quartiere) compaiono le parole d’ordine dei cittadini in questione, rappresentati da due professionisti abitanti in zona: “Non ne possiamo più, BASTA, BASTA, BASTA! Non vogliamo più che le nostre famiglie assistano all’esibizione notturna di corpi seminudi venduti a clienti che, nonostante la vigilanza, accedono facilmente alla via”.
Seguono le lamentele per le discussioni animate tra “persone ubriache e trans”, per “materassi e spazzatura abbandonati sul ciglio della strada” e per le auto in sosta notturna davanti ai passi carrabili. “Affinchè via Gradoli – si legge ancora – torni ad essere, come un tempo, quel luogo tranquillo immerso nel verde dove far crescere serenamente le nostre famiglie, dobbiamo ristabilire l’ordine, la legalità e il rispetto”.
Le proteste dei cittadini romani “per bene” si possono anche comprendere, sotto taluni punti di vista. E soprattutto non stupiscono, di questi tempi così dominati da paura, solitudine e diffidenza istintiva verso il “diverso”.
Certo, la notizia della nascita dell’ennesimo Comitato figlio dell’esasperazione fa riflettere ancor di più se accostata ad un altro fatto di attualità (di cui scriviamo a parte): ci riferiamo alla fiaccolata organizzata ieri pomeriggio dagli abitanti milanesi di via Rubattino in solidarietà con i rom in odore di sgombero da mesi. Al corteo c’erano anche le maestre dei bambini nomadi che frequentano la scuola pubblica del quartiere accompagnate dai genitori dei compagni di classe e dai volontari delle associazioni che si danno da fare in zona.
Per una volta (e in una città non proprio contraddistinta, da alcuni decenni, dal primato della solidarietà…) è prevalsa tra i cittadini la volontà di difendere chi ha subìto una condizione di degrado sociale e culturale. Segno che qualcosa può (lentamente) cambiare.
Paolo Repetto


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