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L’esercito dei ‘furbetti’

Autore: . Data: lunedì, 16 novembre 2009Commenti (0)

Berlusconi col processo breve, Fini e Casini col ‘lodo Alfano 2′ e il Paese nel caos.

furbettiIn queste ore è avvilente lo spettacolo che il Palazzo sta dando ai cittadini. Da una parte le truppe di Berlusconi cercano qualunque mezzo pur di evitare i processi al ‘Condottiero’, dall’altra i ‘saggi’ Casini e Fini pensano a riproporre il ‘lodo Alfano 2′, che diventando legge costituzionale aggirerebbe nuove censure della Consulta e porterebbe allo stesso risultato: tenere il premier fuori dalle aule del tribunale.

Il presidente della Camera sulla possibilità di varare una legge costituzionale ha detto: “Ho il massimo rispetto per tutti, quindi anche per il Partito democratico. Mi auguro che ne discutano al loro interno e che non bollino l’ipotesi come una jattura di fronte alla quale andare sulle barricate. Perchè qualora dovesse prevalere questa linea, non contribuirebbero a rendere più sereno il confronto”.

Ci si sarebbe aspettati una immediata risposta negativa dal più forte partito di opposizione ed invece non è stato così. Se si volesse leggere tra le righe, anzi, il quotidiano ‘l’Unità’, vicino al Pd, nel suo resoconto sulle dichiarazioni di Fini ieri neppure toccava l’argomento, ignorandolo del tutto.

Intanto, commentando un suo sondaggio per ‘Il Corriere della Sera’,  Renato Mannheimer ha scritto: “Ancora dodici mesi fa, la gran par­te degli italiani (51 per cento) dichiarava di avere ‘molta o moltissi­ma fiducia’ verso la Magistratura. Oggi, invece, la maggio­ranza relativa afferma il contrario. Naturalmente, coloro che continuano a stimare i magistrati sono rimasti tanti (48 per cento) ma costituiscono, per la prima volta da diversi lu­stri, una minoranza, seppur di poco. Appaiono particolar­mente critiche verso la Magistratura le persone con più basso titolo di studio (specie le casalinghe, ma anche gli studenti) e, com’era prevedibile, gli elettori dei partiti del centrodestra. Ma è significativo notare che, oggi, anche un terzo degli elettori del centrosinistra prova sfiducia verso la Magistratura”.

Ed ecco dimostrato come la campagna a tappeto del centro destra contro i giudici, prevalentemente condotta in televisione, ha prodotto i suoi effetti,  riuscendo a coinvolgere anche l’elettorato di opposizione.

La ‘questione morale’ è definitivamente scomparsa dall’agenda politica nazionale, i temi ‘etici’ sono un ricordo del passato ed il Pd, che non ha una propria fisionomia ideale è costretto a subire la pressione del Cavaliere ed è impossibilitato a dire, senza se e senza ma, ‘no’ a qualunque tentativo di violare le regole che vogliono tutti i cittadini eguali di fronte alla legge.

Ecco perchè tanta cautela e ‘pazienza’ di fronte alla proposta di riproporre un ‘lodo Alfano 2′. che renderebbe ingiudicabili alcuni potenti. Ma che accadrà?

I commentatori, sempre alla caccia di retroscena, indagano sull’umore di Berlusconi, sulla possibilità di elezioni anticipate, sulle fratture nel centro destra. Eppure il Pdl si è ormai definito come un partito del ‘Capo’, nel quale l’avvocato ‘di famiglia’, Niccolò Ghedini, sforna una proposta dietro l’altra per evitare di vedere il suo cliente davanti ad una corte di giustizia e gli altri seguono.

Fin dalla bocciatura del ‘lodo Alfano la scelta è stata di arrivare ad elezioni anticipate. La componente che fa capo a Fini non conta quasi nulla, persino alcuni suoi ex colonnelli hanno abbandonato l’ex segretario di An. Le preoccupazioni del premier sono piuttosto legate ai tempi dell’operazione.

La volontà di Berlusconi di costruire la sua Italia spa non è certo tramontata, ma il progetto è possibile solo senza troppi impicci tra i piedi. Processi, crisi finanziaria, intransigenze di Tremonti, progressiva cattiva tenuta della sua maggioranza per interessi di bottega minano quel ‘referendum’ che sta preparando da tempo. La ‘fretta’ ha giocato un brutto scherzo al Cavaliere e la tabella di marcia adesso si è complicata. Arrivare al pre-plebiscito di marzo, le elezioni regionali, con una pressione così forte è impensabile.

Programmi televisivi addomesticati e telegiornali compiacenti non riescono più ad ammortizzare i colpi. ‘Papi Silvio’ ha neutralizzato lo scandalo ‘Noemi Letizia’, le escort. le registrazioni di Patrizia D’Addario, le bordate della stampa internazionale, la condanna di Mills, ma adesso arrivano il divorzio da sua moglie, la ripresa delle udienze a Milano, il passo falso del ‘pocesso breve’ che ha indignato l’opinione pubblica, la richiesta di arresto per il candidato della ‘riscossa Campana’, Cosentino, presunte indagini su Fininvest della magistratura svizzera. Un pressing infernale che potrebbe vanificare il sogno di ottenere una vittoria schiacciante alle regionali, il conseguente ko definitivo per l’opposizione ed un immediato secondo ricorso alle urne per archiviare la pratica, prendersi una maggioranza parlamentare bulgara e finalmente promuoversi ‘Capo assoluto’.

Un gioco tutto nelle sue mani, perchè non si capisce cosa stia facendo l’oppozione, mentre nel Paese è evidente lo sconcerto e la disillusione. La manifestazione di sabato scorso a Roma, organizzata dalla Cgil, ne è una conferma. Un appuntamento organizzato dal sindacato più forte in Italia, in un momento di crisi gravissima, con oltre un milione di disoccupati, un numero impressionante di cassintegrati, fabbriche chiuse o sul filo del rasoio è riuscita a convolgere non più di sessantamila cittadini, pochissimi per chi ne ha portati in piazza centinaia di migliaia in passato. Col Pd sostianzialmente assente.

Nei prossimi giorni si vedrà come saranno cadenzate le tappe che nelle intenzioni del premier dovrebbero portare al definitivo varo del regime, previsto per il 2010. E si capirà se la marcia trionfale proseguirà o se troverà insormontabili ostacoli sul suo cammino. Handicap non certo prodotti da Bersani e dai suoi, ma dalla incredibile incapacità degli ideatori, in realtà tanto autoritari quanto dilettanti.

Forse, come al solito, a salvare l’Italia non saranno gli italiani, ma solo la fortuna.

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