La sfida del consumo critico
L’Università di Bergamo, insieme a “Libera” di don Ciotti e a “Cittadinanza sostenibile”, ha organizzato un convegno sulla nuova frontiera della lotta alle mafie
“Gli stili di consumo e risparmio socialmente orientati hanno registrato nell’ultimo decennio una forte diffusione. Generalmente considerato come un’attività appartenente alla sfera privata, il consumo è oggi diventato uno dei più scottanti terreni di confronto fra diverse identità culturali e politiche. Svariati attivisti ed organizzazioni sociali hanno introdotto all’interno del proprio repertorio d’azione forme di protesta che fanno leva sul circuito del reddito e che individuano nel mercato un’arena del confronto politico”.
A partire da questo presupposto il Dipartimento di Scienze della comunicazione dell’Università di Bergamo, insieme alle associazioni “Libera”, di don Luigi Ciotti, e “Cittadinanza sostenibile” ha organizzato un convegno che si svolgerà i giorni 26, 27 e 28 novembre (info: http://www.unibg.it/cittadinanzalibera) e che tratterà il nodo cruciale (nella nostra società malata) del consumo critico come nuova frontiera della lotta alle mafie.
“Nel nostro Paese – spiegano i promotori dell’appuntamento – il consumo critico è entrato a far parte anche del repertorio del movimento contro le mafie, dimostrandosi in alcuni casi una strategia d’azione in grado di favorire lo sviluppo di inedite alleanze tra attori anche molto diversi tra loro e appartenenti sia al mondo non-profit che profit. Come dimostra l’esperienza emblematica di ‘Addiopizzo’ a Palermo, l’introduzione del consumo critico all’interno del movimento antimafia ha favorito non solo l’aumento delle denunce da parte di un numero crescente di imprenditori vittime del racket delle estorsioni, ma anche la possibilità per le imprese di intravedere i vantaggi nell’adozione di alcuni standard etici che permettono, da un lato, di non perdere parte del profitto nel pagamento del pizzo, dall’altro, di migliorare le prestazioni conquistando nuovi clienti”.
Il seminario vuole creare una occasione di confronto tra studiosi che fanno ricerca sui temi del consumo critico, mafia e dell’antimafia, esponenti della società civile impegnati quotidianamente nella promozione e diffusione del consumo critico e/o nella lotta alle mafie, studenti e cittadini.
Rilevante, nell’organizzazione dell’incontro di fine novembre, l’apporto di “Cittadinanza sostenibile”, un gruppo di studio e di ricerca nato nel 2007 a seguito del seminario “Shopping for Human Rights”. In quella circostanza, venne organizzata una giornata di approfondimento dedicata interamente all’analisi del ruolo politico dei consumi e del consumo critico, sempre presso l’Università di Bergamo in collaborazione con le organizzazioni che si occupano della promozione di stili di consumo e risparmio socialmente orientati (Gruppi di Acquisto Solidale, Botteghe del commercio equo e solidale, Bilanci di Giustizia, Slow Food, Officina del Tempo, Banca Popolare Etica).
Il gruppo – che si compone oggi di numerose organizzazioni, ricercatori impegnati nello studio delle pratiche di altra economia, studenti e cittadini – è attivo in diverse direzioni: nella partecipazione a eventi e nella realizzazione di seminari dedicati ai temi del consumo critico e della sostenibilità ambientale e sociale (tra cui il ciclo di incontri, letture e confronti promesso dal Dipartimento di Scienze dei linguaggi), nell’elaborazione di progetti innovativi per l’avvio e la diffusione di pratiche di cittadinanza sostenibile (come il progetto “Mercato & Cittadinanza”) e in attività di ricerca a supporto di “interventi finalizzati ad accrescere il ben-essere della nostra società”.


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