‘La Piovra’ di Damiano Damiani
Dopo le esternazioni sul film rispondono al premier i figli del regista che inventò il commissario Cattani.
“Se trovo chi ha fatto le 9 serie de ‘La Piovra’ e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo” (Silvio Berlusconi).
Gentile Presidente,
siamo certi di non fare ‘brutta figura’ se mostriamo di essere un Paese che riesce a raccontare i propri problemi e le proprie difficoltà, mentre siamo certi di fare ‘brutta figura’ in caso contrario.
A furia di cancellare la memoria in Italia “l’ignoranza” regna sovrana.
‘La Piovra’ è nata da un iniziale soggetto scritto da Nicola Badalucco, a cui si aggiunsero Lucio Battistrada, Massimo De Rita e nostro padre, Damiano Damiani.
Ennio De Concini realizzò la sceneggiatura e papà, che aveva già all’attivo molti film, come ‘Il giorno della Civetta’, ‘Girolimoni’, ‘Quien Sabe’, ‘Confessione di Commissario di Polizia al Procuratore della Repubblica’. ‘La moglie più bella’ e molti altri, la diresse.
I 15 milioni di spettatori che seguirono la prima serie de ‘La Piovra’ determinarono un successo grandissimo e inaspettato, facendo capire quanto il pubblico sia ben disposto anche verso la denuncia sociale, se ben fatta. Erano da poco morti assassinati GaetanoCosta, Cesare Terranova, Emanuele Basile, Pio La Torre, Pier Santi Mattarella, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici e tanti altri, senza che un solo colpevole fosse stato arrestato e l’opinione pubblica ancora aspettava giustizia.
‘La Piovra’ è del 1984 ed è figlia del cinema di denuncia degli anni settanta, di cui nostro padre è a pieno titolo un esponente con Rosi, Petri, Montaldo, Lizzani ed altri.
Come sarebbe stata la nostra cinematografia senza ‘Mani sulla città’ di Rosi o ‘Il giorno della civetta’ di Damiani? O ‘Sacco e Vanzetti’ di Montaldo e ‘Il Caso Mattei’ di Rosi?
Noi crediamo di dover molto a quel cinema. Crediamo sia stato uno dei momenti di grande democrazia del nostro Paese e quindi ci piacerebbe che chi ci governa voglia rispettarlo.
Nostro padre ha sempre criticato la commistione tra mafia e politica o tra mafia e giustizia, difendendo la democrazia e le sue istituzioni.
‘La Piovra’ fu trasmesso in molti Paesi e vinse premi in tutto il mondo. Ci piace ricordare che Corrado Cattani, pur vivendo situazioni dure e complicate, era l’esempio di un cittadino e di un poliziotto onesto, integro, sensibile, incorruttibile.
Cosi, forse, il commissario Cattani inventato da nostro padre, nella ‘fiction’ sarebbe felice se i politici, di qualsiasi livello ed area politica, sospettati di collusione con la mafia, di crimini, di voto di scambio o di rapporti con la malavita si impegnassero nella difficile arte delle dimissioni.
Lui ne sarebbe stato appagato e gli spettatori del pianeta che l’amarono profondamente avrebbero condiviso con lui l’ammirazione per l’Italia.
Ma ‘La Piovra’ era un film e Cattani un personaggio di fantasia. Nella realtà, a tanti anni di distanza, sappiamo come il nostro Paese potrebbe fare altre ‘belle figure’: onorando le aspettative del commissario e non vergognandosi di lui. Né tantomeno strozzando chi lo ha fece vivere.
La famiglia Damiani


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