La nuova legge colpisce anche i restauratori
Segnalazione di Confartigianato Piemonte.
Le nuove regole per l’accesso alla professione di restauratore rischiano di mettere fuori dal mercato gli oltre 30 mila professionisti italiani. La denuncia proviene da Confartigianato Piemonte.
Secondo l’associazione di categoria, “la nuova legge, varata con diversi anni di ritardo, ritiene utili solo i requisiti maturati prima del 2001: chi ha restaurato negli ultimi otto anni è come se non l’avesse mai fatto”.
Di conseguenza “molti giovani imprenditori di questa categoria – scrive Confartigianato in una nota – sono di fatto esclusi, pur avendo lavorato negli ultimi anni con le Soprintendenze su beni sottoposti a tutela”.
Le procedure telematiche previste per ottenere la qualifica di restauratore e per la verifica dei requisiti per sostenere l’esame d’idoneità , rileva Confartigianato, la scadenza ravvicinata del 31 dicembre e la complessità della documentazione da produrre al ministero dei Beni culturali costituiscono ulteriori difficoltà per le imprese, che non saranno in condizione di continuare a lavorare.
Confartigianato chiede una proroga dei termini per il riconoscimento dal 31 dicembre 2009 al 30 giugno 2010, la cancellazione dei riferimenti temporali pregressi richiesti per la dimostrazione dei periodi di esperienza lavorativa, la semplificazione delle modalità di compilazione delle domande.


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