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Il super investigatore Garofano investigato

Autore: . Data: lunedì, 16 novembre 2009Commenti (0)

Il comandante dei Ris indagato per truffa, abuso di ufficio e falso ideologico.

garofanoIl famoso capo dei Ris, il colonnello Luciano Garofano, sarebbe stato indagato dalla Procura di Parma. Ad affermarlo un servizio del Tg1 riguardante l’inchiesta scaturita tempo fa da un esposto dell’avvocato Carlo Taormina.

L’ufficiale dei carabinieri era capo dei tecnici della struttura di investigazioni scientifiche dell’Arma, i colleghi ‘italiani’ dei più famosi ‘scienziati’ che animano la serie televisiva americana Csi.

La decisione sarebbe solo l’ultimo atto dell’indagine approdata in un primo tempo davanti alla magistratura militare e poi trasferita per competenza alla magistratura civile, competente per territorio, a proposito di presunte irregolarità compiute dai Ris sotto la guida di Garofano per lo svolgimento di consulenze tecniche su diversi e importanti casi giudiziari di cui i carabineri si sono occupati in questi anni.

I reati ipotizzati dall’esposto sarebbero quelli di truffa ai danni dello Stato, abuso di ufficio e falso ideologico. La guardia di finanza proprio per acquisire la documentazione necessaria a verificare la fondatezza delle accuse contenute nell’esposto è andata diverse settimane fa, ma anche recentemente nella sede del Ris a Parma.

Intanto il colonnello ha presentato domanda di congedo al comando generale dei carabinieri che è stata accolta e in queste ore ha lasciato l’Arma.

Garofano era attualmente in servizio al Racis, (Raggruppamento investigazioni scientifiche) da cui dipendono i vari Ris compreso quello di Parma di cui il colonnello è stato a lungo comandante.

Sebbene senza troppo clamore Garofano si era dato alla politica, candidandosi alle elezioni europee nella lista Mpa-La Destra-Pensionati-Alleanza di Centro, ma non era stato eletto.

Secondo alcune fonti si stampa, però, le sue dimissioni non sarebbero collegate con la vicenda che lo vede indagato, ma andrebbero ricondotte a non meglio precisate ‘motivazioni personali’ legate al suo trasferimento da Parma.

Dopo le elezioni, in base alla legge, il colonnello non poteva più continuare nella stessa città nella quale si era candiato. Un’impostazione contestata dall’ufficiale, che aveva fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il provvedimento. Il Tar in un primo momento aveva accolto la richiesta di sospensiva, bloccando il trasferimento, ma il Consiglio di Stato ne ha successivamente riconosciuto la legittimità. Il colonnello Garofano è stato dunque trasferito da Parma al Racis di Roma, il Raggruppamento operativo scientifico dell’Arma, una decisione che l’ufficiale ha continuato a non condividere e per questo avrebbe abbandonato l’Arma.

Carlo Taormina, avvocato di Annamaria Franzoni aveva inviato un esposto alla procura militare di Roma. “Due anni fa presentai al pm militare Barone – ha spiegato il legale – una denuncia su tutte le consulenze svolte da Garofano come consulente di varie procure e non come comandante del Ris. Garofano ha utilizzato attrezzature e personale appartenente all’Arma durante l’orario di ufficio e ha percepito i compensi dalle consulenze tecniche affidategli quando il consulente tecnico nominato dai pubblici ministeri o dai giudici per legge non può essere considerato pubblico ufficiale ma privato cittadino”

Secondo Taormina, al vaglio della magistratura di Parma vi sarebbero una quarantina di consulenze svolte dal colonnello dal 2002 al 2009, tra cui quelle per inchieste come Cogne, Garlasco, Erika ed Omar, Via Poma.

L’11 novembre scorso la guardia di finanza ha svolto una acquisizione di documenti riguardanti le consulenze svolte da Garofano nella sede del Ris di Parma. “Ora sto preaparando una denuncia per diffamazione nei confronti di Garofano – ha aggiunto Taormina – per quanto scritto dal colonnello nel suo ultimo libro ‘Il processo imperfetto’, sul caso di Cogne, dove mi dedica una cinquantina di pagine sostenendo che avrei avuto comportamenti più o meno scorretti nella difesa di Annamaria Franzoni che, per inciso, ho lasciato prima della sua condanna”.

Certo, se confermate, le accuse di Taormina appaiono preoccupanti, perchè il ruolo di investigatore non si può sotituire con quello di consulente di parte, pochè un simile ruolo potrebbe prefigurare la difesa di una tesi (nel caso di specie quella accusatoria) a scapito della imparzialità richiesta nelle investigazioni.

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