Il moralismo religioso impedisce di parlare di Aids
Il risultato è che i giovani italiani ne sanno poco e rischiano molto.
A 25 anni dall’inizio delle campagne contro l’Aids i ragazzi italiani sono sempre più ignoranti sull’argomento. Senza entrare nelle libere scelte religiose individuali, l’impossibilità di parlare liberamente di sesso in Italia a causa delle pressioni di ambienti cattolici e vaticani sta producendo danni molto gravi.
Per i ragazzi l’Aids è una malattia che “si trasmette attraverso i liquidi interni”, nei “bagni pubblici” o anche con “i baci, se si ha una feritina alle gengive” La differenza tra Hiv e Aids è un mistero. Le protezioni secondo le migliaia di non informati si risolvono nell’utilizzare “solo cose che ho già usato” o nel “fare una specie di test annuale”.
Gli esperti riuniti recentemente a Roma nella Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Sapienza hanno reso noto che in Italia oltre il 60 per cento dei casi di Aids diagnosticati nel 2008 ha riguardato persone che hanno scoperto la loro sieropositività solo al momento della diagnosi.
Per comprendere il livello di conoscenza della malattia tra i giovani sono state realizzate delle interviste in un ateneo della Capitale. Una indagine che ha permesso di scoprire che informazioni errate, confuse o fantasiose sono molto diffuse fra i giovani.
E’ come se di fronte all’Aids gli studenti universitari “fossero sulla luna, come se questo problema li riguardasse solo alla lontana”, ha commentato Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza.
Fiore Crespi, presidente Anlaids, ha aggiunto: “Si trascura la prevenzione e si ignora il test, perdendo tempo prezioso per entrare in trattamento e dimenticando quelle precauzioni, primo fra tutti il preservativo, che potrebbero diminuire il rischio di diffusione dell’infezione”.
Nel nostro Paese la conseguenza della cattiva informazione prodotta dal finto moralismo di alcuni sta facendo in modo che l’Hiv non si fermi: nel 2007 sono state segnalate 1.679 nuove diagnosi di infezione, aumenta l’età media al momento della diagnosi e cambia la modalità di infezione.
Non poter avviare un dibattito serio ed esplicito nelle scuole su contraccezione, sessualità e Aids ha spostato la diffusione dell’epidemia dai tossicodipendenti, che diminuiscono, ai giovani che fanno l’amore senza conoscere i pericoli dell’Aids ed i metodi di prevenzione, così i casi attribuibili a trasmissione sessuale (etero e omo/bisessuale) crescono.
In circa il 17 per cento delle nuove diagnosi non si riesce nemmeno a capire come il virus abbia colpito i pazienti.”Sapere salva la vita”, ha sottolineato Filippo Von Schloesser, presidente di Nadir Onlus, associazione che ha realizzato un video con due moderni ‘Adamo ed Eva’ appartati in giardino, per spingere i giovani italiani a fare il test.
I ragazzi del filmato vengono salvati da un rapporto a rischio grazie a un serpente-grillo parlante, che li invita a fare l’analisi finchè c’è ancora tempo. “Oggi si fanno pochi esami – ha ricordato Von Schloesser – con il risultato che i pazienti trattati in Italia sono la metà di quelli in Spagna: il sommerso cresce e molti scoprono di avere l’Aids quando la malattia è già conclamata. Dobbiamo ricordare a tutti che la terapia somministrata al momento giusto è cruciale”, per poter rallentare l’evoluzione della patologia.
Se per parlare ai giovani occorre conoscere e usare il loro linguaggio, condito di emozioni, gli esperti hanno sottolineato l’importanza di una informazione puntuale e mirata sui comportamenti a rischio e sulle possibilità di difendersi, a patire dai rapporti protetti: può essere la ‘chiave’ per contrastare davvero la diffusione di questo virus.
La questione della salvaguardia della cultura laica, in un momento in cui le forze politiche di governo (ed alcuni settori dell’opposizione) tendono a promuovere per scopi elettorali posizioni ultracattoliche ed oltranziste, diventa indispensabile ormai anche per salvare un numero molto alto di ragazzi, che non messi al corrente dei pericoli rischiano mentre potrebbero essere facilmente in condizione di proteggere la propria vita.


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