Guinea Conakry, gli intrecci tra un italiano e il governo golpista
L’imprenditore italiano Guido Santullo è tornato nel Paese su invito del presidente “de facto” sotto accusa per delitti contro l’umanità
Il giornale “Guineé News”, in un breve articolo riportato nell’edizione del 13 novembre, ha dato notizia che l’uomo d’affari italiano Guido Santullo, dopo più di un anno di assenza dalla Guinea Conakry, da quando l’ex presidente Lansana Conté morì, è tornato in Guinea Conakry attraverso un volo speciale ed è stato accolto all’aeroporto di Gbessia dalla funzionaria di Stato Madame Doumbouya.
Di questa vicenda InviatoSpeciale si è già in parte occupato. Santullo – imprenditore edile e ambasciatore guineiano in Italia, nonché consigliere di Lansana Conté e personaggio discusso negli ambienti franco-guineiani, ma per lo più sconosciuto in Italia – deve alla Guinea e al presidente Conté buona parte del suo status sociale.
L’imprenditore italiano, attraverso la Sericom Guineé (società da lui fondata), una delle realtà economiche tuttora attive più importanti del Paese, edificò alberghi, casinò, edifici pubblici e ospedali grazie all’appoggio del presidente in carica, non pagando tasse e godendo di favoritismi negli appalti per le costruzioni.
Secondo diverse fonti, Santullo si è recato in Guinea Conakry su invito di Dadis Camara, l’attuale presidente “de facto” già accusato di gravi delitti contro l’umanità dall’Unione europea e da diverse associazioni per i diritti umani per la strage e gli stupri avvenuti durante una manifestazione del popolo allo stadio di Conakry (Capitale della Guinea) il 28 settembre scorso.
E’ lecito dunque domandarsi che genere di scambi politico-economici sono o saranno alla base delle nuove relazioni tra lo stesso Santullo e Dadis Camara.
Andrea Cammarata


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