Gruppo Omega, ieri corteo a Roma
I lavoratori sono scesi ieri in piazza in occasione dello sciopero generale del gruppo: “Intervenga il governo”
I dipendenti del gruppo Omega – che denunciano la possibile perdita del posto di lavoro per 9mila persone – hanno protestato ieri a Roma puntando il dito contro la gestione aziendale e il mancato pagamento degli stipendi da quattro mesi.
Si sono dati appuntamento in piazza Esquilino e il corteo è sfilato per via Cavour, largo Corrado Ricci e via dei Fori Imperiali, giungendo nei pressi di piazza Venezia.
L’iniziativa di lotta è stata sostenuta unitariamente dai sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e da quelli dei lavoratori delle telecomunicazioni Fistel Cisl, Slc Cgil, Uilcom Uil. Nel gruppo Omega sono concentrate varie aziende attive nel settore della “Information and communication tecnology”. Tra queste Agile, che ha recentemente acquisito Eutelia, e Phonemedia.
“Le acquisizioni del Gruppo da Eutelia/Agile a Phonemedia e la situazione generale di tutti i lavoratori – si legge in una nota unitaria dei sindacati – dimostrano che nessuna logica industriale muove la proprietà. Gli stipendi non vengono pagati da mesi, mettendo in gravissima difficoltà i lavoratori, colpendoli nella loro dignità personale e professionale. Nessuna iniziativa è stata prodotta dall’attuale proprietà (rapporti con i fornitori, certificazioni, fideiussioni, pagamenti Iva e Inps) per rimettere in condizione di operare il Gruppo Omega, a conferma delle logiche speculative/finanziarie della proprietà”.
“La lotta dei lavoratori – continua la nota – sta finalmente riuscendo a svelare i piani aziendali e gli interessi che si muovono dietro questa operazione ed è per questo che sono cominciate le minacce ai delegati, ai rappresentanti sindacali ed i raid ‘squadristi’ contro le sedi presidiate”, come il recente caso che ha visto come protagonista l’azienda Agile a Roma.
“Solo un urgentissimo intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – hanno concluso i sindacati – al fine di affrontare il nodo della proprietà e delle logiche delle operazioni condotte sulle spalle dei lavoratori e della collettività, può aprire una fase nuova, salvaguardare quelle attività ancora presenti in azienda e dare prospettive ai lavoratori”.


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