Dalle ronde al capocondomino kapò
La follia ‘padana’ sembra non avere più limiti.
A Caronno Pertusella, un comune in provincia di Varese, un gruppo di residenti ha ideato la teoria del ‘Controllo del vicinato’. In pratica gli abitanti del quartiere controllano strade e vie e segnalano a forze dell’ordine e agenti di polizia locale qualsiasi fatto sospetto o cittadino non particolarmente rassicurante.
Considerato il fallimento delle ronde, questo nuova trovata appare ancora più preocupante, perchè sembra ricordare le tragiche eperienze del fascismo o i metodi repressivi in uso nei Paesi dell’est di un tempo. La denuncia dell’antipatco è autorizzata.
La balzana idea, però, è piaciuta all’assessore regionale Stefano Maullu, del Pdl, che vorrebbe estenderla a tutta la Lombardia. La proposta del solerte rappresentante del centro destra prevede che i sindaci affidino ai singoli cittadini, alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio il compito di ‘controllori’ dell’ordine pubblico.
Costoro potranno annotare targhe di macchine, segnalare alle forze di polizia un vicino che per il troppo caldo appare poco coperto, il proprietario di un cane senza museruola e naturalmente uno straniero. Le aree sottoposte alla supervisione dei nuovi kapò saranno segnalate con appositi cartelli.
Interessanti gli slogan: “Questa è una zona sotto il controllo del vicinato”, “Attento, in questo quartiere c’è chi ti osserva ed è pronto a chiamare la polizia”. Ai comuni che aderiranno al progetto la Regione offirà un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza, ovvero soldi. A Milano la ‘sperimentazione’ partirà a gennaio. Prima nei quartieri Baggio, San Siro e Affori, per poi estendersi a Buenos Aires e Paolo Sarpi.
Il geniale assessore Maullu ha spiegato: “Rispetto alle ronde è una maniera diversa di coinvolgere le persone sul tema della sicurezza creando l’abitudine di rivolgersi alle forze dell’ordine. Perché ogni reato represso è comunque già stato commesso. Basta con i finanziamenti a pioggia: è arrivato il momento di premiare le amministrazioni più virtuose. Non mi piacciono i Comuni che preferiscono chiudersi a riccio in un fortino, dobbiamo fare in modo di rafforzare il rapporto tra i cittadini e le forze dell’ordine, in primo luogo la polizia locale”. Quindi, tutti all’opera e via alle denunce.
Una domanda sovrasta qualunque commento: per quale motivo viene riconosciuto un lauto stipendio ad amministratori pubblici che inventano questo genere di castronerie? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto presto le volanti della polizia accorreranno per arrestare un vicino antipatico, un automobilista con una macchina troppo bella e forse il possessore di un pappagallo parlante troppo loquace.


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