Cgil: sciopero generale dei lavoratori pubblici
Il sindacato rompe gli indugi e chiama i lavoratori a manifestare l’11 dicembre.
Ormai sola, la Cgil ha scelto la strada del confronto a tutto campo col governo. In realtà a farlo è stata la ‘Funzione pubblica’, che con la Fiom ed i bancari rappresenta l’area che in vista del prossimo congresso contesta le scelte della dirigenza confederale, responsabile secondo i critici di “oscillare in continui aggiustamenti tattici” e priva di una strategia per trasformare “una società disgregata dal pensiero dominante della destra, a un mercato del lavoro impoverito e precarizzato diviso nei diritti e nelle tutele” e bloccata da un immobilismo fondato “sull’autocelebrazione, il conformismo e l’asfissia”.
L’11 dicembre 2009 la Funzione Pubblica effettuerà uno sciopero generale di tutti i comparti pubblici. Carlo Podda, il segretario dell’organizzazione, ha spiegato che l’astensione sarà di 8 ore in tutti i comparti pubblici e culminerà in tre manifestazioni interregionali.
Quella di Roma, a Piazza del Popolo, si svolgerà coinvolgendo anche i lavoratori del comparto ‘conoscenza’, che hanno anche loro proclamato lo sciopero per lo stesso giorno. La Flc bloccherà , infatti, l’intero sistema di istruzione, formazione e ricerca a causa delle gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale operate dal governo.
Per Podda “il perdurare di un atteggiamento di totale chiusura da parte del governo, il mancato finanziamento dei contratti in finanziaria, la volontà del governo di perseguire una linea che esclude il dialogo ed impone le scelte, richiedono uno slancio nella lotta dei dipendenti pubblici in difesa dei loro diritti, diritti messi in discussione dalla legge 15 del ministro Brunetta e dalla totale umiliazione della democrazia sindacale”
Secondo il segretario della Funzione pubblica “la costante ricerca della sintesi unitaria con Cisl e Uil, ricerca continuata anche in queste settimane, non ha dato ancora i suoi frutti. In una tale situazione, una grande organizzazione come la Cgil, pur continuando a perseguire il percorso unitario, non può sottrarsi alla sua missione sindacale” e per questo è stato proclamato uno sciopero “per contrastare una legge finanziaria che non prevede i rinnovi dei contratti pubblici. Contro il tagli del salario accessorio e le decurtazioni per assenza per malattia. Per combattere la controriforma Brunetta che elimina i contratti nazionali e mortifica il lavoro. Per il diritto al contratto nazionale e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Per un incremento tabellare di 150 euro nel prossimo triennio e per – conclude – sostenere il ruolo delle Rsu e rivendicarne la convocazione delle elezioni, per difendere la democrazia”.


Lascia un commento