Carceri: per Uilpa “Siamo allo stoccaggio”
I detenuti sono 65406, tra i quali la gran parte in attesa di giudizio. 22.140 in più dei posti disponibili.
Eugenio Sarno, Segretario Generale della Uilpa Penitenziari ha dichiarto ieri: “Tra suicidi, morti sospette, vite salvate, tentate evasioni, evasioni compiute e spazi che mancano nelle nostre prigioni è sempre più evidente l’emergenza che produce illegalità inciviltà. A fronte di questa preoccupante , spaventosa, situazione il personale di polizia penitenziaria, ma tutto il personale penitenziario, è chiamato ad operare senza alcuna linea guida, senza mezzi idonei e con scarsissime risorse. Mentre si precipita sempre più verso il fondo del baratro, nel degrado e nella violenza la politica resta inerme, immobile, distante rispetto ad una questione sociale e ad un grave problema di ordine pubblico. In ragione di ciò apprezzo, condivido e sostengo l’ennesima battaglia di Marco Pannella, Rita Bernardini e del Partito Radicale che attraverso una lotta non violenta cercano di sensibilizzare sul tema e tentano di far calendarizzare una mozione parlamentare sulle criticità del sistema penitenziario”.
Rita Bernardini è da alcuni giorni in sciopero della fame insieme a Irene Testa (presidente dell’associazione Radicale “Il detenuto Ignoto”), Claudia Sterzi (segretaria associazione Radicale Antiproibizionisti), Alessandro Litta Modignani (della direzione Radicali Italiani), Annarita Digiorgio (del comitato nazionale di Radicali italiani) e Riccardo Magi (Radicali Roma), affinché venga calendarizzata la mozione parlamentare sulle carceri promossa dai deputati radicali nel gruppo del Pd.
Il segretario del sindacato della Polizia penitenziaria ha aggiunto: “Con 65406 detenuti presenti (62630 uomini, 2776 donne) alle ore 17.00 di ieri (mercoledì 25 novembre, ndr) è il caso di parlare di vero stoccaggio di persone nelle celle. Quando è ancora possibile allocarle in celle . Purtroppo questo allarmante sovrappopolamento non solo determina condizioni ignominiose di lavoro e detenzione, ma determina anche una sovraccarico di lavoro e di spese non debitamente livellato da implementazioni organiche e nuove risorse finanziarie. Succede, quindi, che a Trapani un processo per reati mafiosi salti perchè il mezzo della penitenziaria che doveva effettuare la traduzione resta senza carburante. Le competenze per prestazioni di lavoro straordinario e per servizi di missione non vengono retribuite al personale che deve anticipare in proprio per garantire i servizi; negli istituti i kit individuali di prevenzione non vengono acquistati e il personale deve operare (anche nelle sezioni con detenuti Hiv) senza alcuna protezione riparo. Potremmo continuare all’infinito per tracciare quali siano le reali condizioni di lavoro del personale penitenziario. Nonostante ciò solo negli ultimi cinque giorni sono state salvate quattro vite a detenuti che hanno tentato il suicidio. Tre agenti hanno rischiato la vita per impedire l’evasione di due pericolosissimi ergastolani. In tutto il territorio fioriscono proteste con battiture di stoviglie, incendi di giornali e di bombolette del gas . A Genova, Pistoia, Lucca, Verona, Saliceta San Giuliano, Potenza, Vibo Valentia tanto per restare alle ultime ore. Proteste che non sono degenerate in violenza – ha sottolineato Sarno – per la tolleranza, l’impegno, la professionalità, la capacità di ascolto del personale. Sino a quando, però, potrà reggere il fronte avanzato della prima linea? Anche a dispetto di tale critica situazione il Dap continua a consentirsi il lusso di avere circa 60 istituti penitenziari senza direttore titolare, pur disponendo di circa 500 dirigenti penitenziari“.
Il quadro proposto dal sindacalista è spaventoso. Mentre si discute del ‘processo breve’ e si tenta di tirar fuori il premier dalle aule dei tribunali si apprende che un processo contro alcuni mafiosi non ha luogo perchè il furgone che li deve trasferire è senza carburante. E la notizia scompare da quotidiani e tg, senza che i cittadini lo possano sapere.
Sarno ha concluso: “Dalle rilevazioni delle presenze di ieri emerge, nella sua drammaticità, il quadro di un sovraffollamento che investe tutte le regioni italiane. Indistintamente tutte le regioni hanno abbondantemente superato la quota di presenze regolamentari. Il dato nazionale ci riferisce di un surplus di 22.140 detenuti in esubero rispetto alle effettive capacità ricettive delle strutture. Ed è un dato che non tiene conto delle tante sezioni chiuse . L’Emilia Romagna si conferma ancora la regione con l’indice di sovraffollamento più grave (90,32 per cento) seguita dalla Puglia (68,44), Sicilia (62,71) Lombardia (60,18) e Calabria (59,79). Fanalini di coda l’ Umbria (23,48) e la Sardegna (22,02). In apparente controtendenza il dato del Molise ( meno 16,53 per cento) che è determinato dalla chiusura della sezione penale e della sezione femminile di Campobasso. L’istituto in assoluto con il più alto indice di sovraffollamento è Bologna (137,45 per cento) , seguito da Firenze Sollicciano (111,79) e Catania P.L. (106,94). Sempre ieri a Poggioreale (Napoli) erano ristrette 2711 persone (con un esubero di 1133) e a Milano San Vittore 1649 (657 in più del consentito)“
Se come pare la media dei detenuti in attesa di giudizio è del 60 per cento e di questi il 40 è statisticamente assolto (dati Ritretti Orizzonti) c’è da chiedersi quale follia si sia impadronita del meccanismo.




Lascia un commento