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Berlusconi e la verità

Autore: barbera. Data: venerdì, 6 novembre 2009Commenti (0)

Il premier nega fatti incontestabili, come la relazione con Patrizia D’Addario.

berlusconi3Il presidente del Consiglio di un Paese democratico è obbligato a non nascondere fatti e circostanze della propria vita privata che possano indurre dubbi o sospetti.

La regola, tuttavia, non vale in Italia e per il Cavaliere, almeno stando all’ennesima anticipazione del libro di Bruno Vespa, il suo ‘giornalista preferito’.

Avrebbe detto ‘Papi Silvio’ al conduttore di ‘Porta a Porta’ : “Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie”.  Vespa non ha ricordato (secondo le cronache) le affermazioni esplicite di Miriam Bartolini – Veronica Lario, moglie separata di Berlusconi: “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni […] Perché la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia [...] Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”.

Per quanto riguarda invece Patrizia D’Addario, nonostante la registrazione di una conversazione telefonica dalla quale si desume di tutto e di più, il premier spiegato di averla incontrata durante una cena con molte persone organizzata dalle militanti di dei club ‘Forza Silvio’ e ‘Meno male che Silvio c’è’” alla quale “all’ultimo momento ci si infilò anche Tarantini con due sue ospiti”. Anche in questo caso smentendo le testimonianze incrociate di più di uno dei partecipanti alla serata e le sue stesse parole raccolte dalla escort barese. Vespa non ha chiesto al premier come si possa spiegare il fatto che, secondo le risultanze dell’inchiesta, Tarantini potrebbe aver presentato al presidente del Consiglio numerose altre ragazze, forse una trentina.

Infine, Berlusconi, ormai convinto di poter dichiarare quello che crede senza alcuna cautela, ha ancora una volta sottolineato senza timore l’ampiezza del conflitto di interessi del quale è protagonista. Sull’uso di aerei in uso alla Presidenza del consiglio ha specificato: “La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato ‘voli di Stato’ in modo non lecito. Faccio altresì presente che il mio gruppo dispone di ben cinque aerei che io posso utilizzare in qualunque momento”. Rilevare che il ruolo pubblico dovrebbe impedire al premier qualunque contatto con la sua azienda è pia illusione. Perchè ricorrere solo all’uso dei jet Mediaset e non all’intero colosso editoriale del quale è proprietario, potrebbe chiesersi un cittadino curioso?

Molti quotidiani hanno suggerito che con l’intervista rilasciata al  conduttore di ‘Porta a Porta’  Berlusconi abbia inteso rispondere alle ‘famose’ domande de ‘la Repubblica’. Forse, anche se formalmente rispondere significa argomentare e non sviluppare la tecnica del “non so e non c’ero e se anche ci fossi stato non ho visto nulla”.

Non è chiaro se Vespa abbia replicato alle parole del Cavaliere (sarebbe il vero scoop dell’intervista) o si sia limitato a registrare,  senza affrontare la natura reale dei fatti.

Nel dubbio, tuttavia, c’è una certezza: quello che non si capiva continua ad essere incompresibile.

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