Ancora una deportazione
Questa volta i libici sono stati ‘incaricati’ direttamente di eseguire.
Sono giunti ieri a Al Zuwara i circa 80 migranti, tra eritrei e somali, riportati in Libia da due motovedette libiche che li hanno intercettati a circa 50 miglia a Sud di Lampedusa, dopo una segnalazione da parte delle autorità italiane.
Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, si è detta “preoccupata” per la loro sorte. “Queste persone, con molta probabilità richiedenti asilo, sono state trasferite in un centro di detenzione e non si sa per quanto tempo saranno costrette a rimanervi”.
Boldrini ha specificato che l’imbarcazione con a bordo i migranti “sarebbe stata raggiunta direttamente dalle unità libiche, nonostante si trovasse al largo di Lampedusa, in acque di soccorso maltesi”.
“Da quanto ci risulta – ha proseguito la portavoce dell’Unhcr – è la prima volta che viene messa in atto una tale modalità . Vale a dire che sembrano ridursi ulteriormente le garanzie che dovrebbero consentire ai rifugiati diretti in Europa di avere accesso alla protezione”.
Intanto è stato reso noto che oggi arriverà a Ragusa, Paolo Artini, responsabile della sezione protezione dell’Unhcr, per verificare le condizioni dei richiedenti asilo giunti a Pozzallo sabato scorso.
Le scelte del governo violano i diritti dei profughi, ma non sembra che in Italia la cosa interessi più nessuno. Il silenzio è calato quasi del tutto e le notizie che riguardano i cittadini in fuga da guerre e regimi violenti non trovano più spazio. Un fenomeno preoccupante anche perchè l’immagine internazionale del nostro Paese a causa di questi avvenimenti è sempre più compromessa.


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