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Tra giudici spiati e calzini turchesi

Autore: . Data: lunedì, 26 ottobre 2009Commenti (0)

Il pedinamento del giudice Mesiano descrive bene lo stato di salute della nostra democrazia. Un articolo per “Tu Inviato”

serratura5 ottobre 2009: il giudice Mesiano emette una sentenza di primo grado che condanna la Fininvest a risarcire la somma di 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti, si tratta del “lodo Mondadori”.

Il Premier, insoddisfatto, la ritiene “un’enormità giuridica” e avverte: “Su quel giudice se ne sentiranno delle belle”. Detto, fatto.

Claudio Brachino, giornalista Mediaset, presenta un servizio su Canale 5 in primissima giornata che ritrae il Giudice Mesiano filmato in momenti di vita privata: una passeggiata, una sigaretta, un salto dal barbiere.

I commenti alle immagini lasciano allibiti, l’atteggiamento del povero malcapitato viene definito “stravagante”, e il suo modo di vestire, “quei calzini turchesi”, descritti dalla cronista come una stravaganza assolutamente degna di nota.

Ormai Mesiano è un personaggio pubblico, a detta di certa stampa, e ci si deve aspettare di tutto, d’altronde il trattamento che è stato riservato al premier Berlusconi non sarebbe da meno.

Eppure il Presidente del Consiglio è stato colto in fallo in situazioni deplorevoli (anche in considerazione delle inchieste giudiziarie cui è sottoposto chi procurava le escort), mentre il giudice Mesiano si stava recando dal barbiere e aveva appena emesso una sentenza “scomoda”.

Intanto il testimone della democrazia e della giustizia, ovvero il calzino turchese, passa a Dario Franceschini, che lo indossa in segno di protesta e di solidarietà verso Mesiano.

Di tutta risposta, “Il Giornale” bistratta con durezza il Partito Democratico, scagliandosi contro il segretario del Pd ironizzando sul gesto simbolico del calzino indossato: “Addio Bandiera Rossa, La sinistra cambia vessillo”.

“Lo vedo anche in calze a rete”, ha aggiunto in terza pagina Carlo Rossella (notoriamente esperto di bon ton).

“Sputtanare” è diventato uno sport nazionale, lo stesso termine è utilizzato vittimisticamente anche dal Premier. Che controlla quegli organi di stampa usi a svolgere un’opera di stampo intimidatorio.

Per trovare, invece, le performance di taluni esponenti della maggioranza occorre spostarsi su YouTube.

E’ in rete che si può apprezzare Giancarlo Gentilini ex sindaco di Treviso ed  esponente di spicco della Lega nord durante un suo comizio mentre afferma: “Voglio eliminare tutti i bambini zingari” e parla di una “rivoluzione” che ci ricorda tanto la pulizia etnica.

I giornali non se ne curano più di tanto: ecco allora che i calzini turchesi ci appaiono lisi, mentre le cravatte verdi brillano di una luce che acceca le coscienze.

Andrea Cammarata

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