Terribili dubbi sulla morte di numerosi migranti
Secondo testimonianze raccolte da un quotidiano una motovedetta italiana avrebbe causato un naufragio.
“Uno sbaglio dell’equipaggio della nave della guardia costiera Fiorillo è costato la vita a diverse persone, ed il responsabile dell’ incidente non può dormire di notte”. Lo hanno detto – intervistati dal quotidiano maltese The Times – Ernest Assumang Kumi, ghanese di 34 anni e Michael Aghetise, 64 nigeriano, due dei sopravvissuti al naufragio avvenuto nel canale di Sicilia durante un’operazione di soccorso da parte di una nave delle Capitanerie di porto.
La vicenda è tornata alla ribalta nel settembre scorso dopo un servizio del programma ‘Le Iene’, secondo cui un errore nell’abbordaggio da parte della nave della Guardia costiera, complice il mare mosso, avrebbe causato la morte di forse dieci migranti.
Dopo l’inchiesta del programma tv il comando generale delle Capitanerie di porto aveva replicato che quel giorno del 2008 gli uomini della Guardia Costiera salvarono 17 dei circa 20 migranti a bordo del barcone e lo fecero “a rischio della loro stessa incolumità ”.
Ieri è arrivata la versione di due dei testimoni oculari sopravvissuti, che si trovano nel “centro di detenzione aperto” a Hal Far, in attesa che venga valutata la loro richiesta di asilo politico.
Ha detto Assumang Kumi: “Mi ricordo ancora le grida disperate dei mie compagni sul barcone. Eravamo in 31 tra cui anche donne e bambini piccolissimi. Dopo cinque giorni in mare abbiamo incontrato brutto tempo ed abbiamo deciso di chiamare aiuto, e poco dopo abbiamo avvistato una nave italiana. Ci siamo tolti, sventolandole, le magliette per segnalare la nostra presenza, mentre le donne hanno alzato i bambini per assicurare che non eravamo pirati”.
Il ghanese ha raccontato che quando la nave Fiorillo si è avvicinata, l’equipaggio ha calato una scaletta molto pesante che ha “schiacciato come pomodori” le persone sulla barca, facendola capovolgere.
“Eravamo terrorizzati, bambini e donne che affogavano”, ha proseguito. “I marinai hanno poi fatto scendere una grande rete al fianco dalla nave per farci aggrappare e salire a bordo, altri sono rimasti intrappolati sotto il barcone e sono annegati”.
Secondo i due sopravissuti nessuno dell’equipaggio della Fiorillo si è buttato in mare per assisterli o per recuperare i morti. Nell’intervista i due africani hanno affermato essere pronti a testimoniare davanti ai magistrati italiani per raccontare i particolari della vicenda.


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