Sciopero Alitalia: successo dell’Sdl
L’unico sindacato che non ha firmato l’accordo con Cai soddisfatto.
“Lo sciopero riuscito riapre la questione Cai”, ha sostenuto SdL Intercategoriale considerando l’esito dello sciopero di di quattro ore organizzato per ieri “soddisfacente”.
Per Sdl “lo sciopero del personale di Alitalia” ha prodotto “38 cancellazioni sui circa 60 voli in piedi durante tale orario, ai quali vanno ulteriormente tolti quelli garantiti da Enac”.
Il sindacato ritiene “l’azione svolta in data odierna (ieri, ndr), dopo ben 6 precettazioni ministeriali, come il punto di partenza che finalmente riapre la questione mai risolta della Cai”.
In un comunicato si legge: “Ricordiamo che le motivazioni dello sciopero sono il mancato raggiungimento in molti settori degli organici pattuiti e garantiti dall’Azienda e dal Governo, la violazione degli stessi patti riguardanti il recupero delle migliaia di persone poste in cassa integrazione, dei precari e l’assenza di relazioni industriali che pongano alla base il rispetto degli accordi, delle leggi e delle normative in quella che rimane la più grande azienda del centro-sud”.
SdL quindi preannuncia “il prosieguo della vertenza attraverso l’indizione a breve di altri scioperi e la messa in atto di tutte quelle ulteriori iniziative che si rendessero utili a riproporre alle parti in causa, compreso il Governo nel suo ruolo di garante degli accordi, la questione tuttora pendente che riguarda la tutela degli assunti, dei cassaintegrati e dei precari”.
La riuscita dell’agitazione potrebbe avere effetti anche di carattere politico. Secondo fonti interne al sindacato alcune aree di Sdl sarebbero favorevole ad una ‘marcia indietro’ dell’organizzazione ed alla firma ‘ritardata’ degli accordi sottoscritti da tutti gli altri sindacati con la ‘cordata degli eroi’ di Berlusconi.
L’ipotesi di ‘ripensarci’ troverebbe giustificazione nella progressiva difficoltà per Sdl ad operare senza alcun riconoscimento ufficiale, poichè le organizzazioni esculse dalla firma non dispongono di alcun diritto riconosciuto di rappresentanza. Tuttavia, la situazione della Compagnia, critica almeno secondo il parere di alcuni osservatori, in caso di sottoscrizione tardiva degli accordi di Palazzo Chigi potrebbe diventare un boomerang.
Nel caso dovessero prodursi nel medio periodo ridimensionamenti, tagli o problemi di bilancio diventerebbe difficile spiegare ai lavoratori perchè prima si è rfiutato un accordo, poi lo si è sottoscritto con quasi un anno di ritardo ed infine si è finiti in una nuova crisi.


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